Ceduto l’ufficio commerciale LFoundry

Chiusa la trattativa con i tedeschi di Sparc Eu, incertezza sul futuro di 7 dipendenti. Sindacati critici
AVEZZANO. La gestione dei clienti di LFoundry è passata ufficialmente alla tedesca Sparc Eu. La trattativa è stata chiusa. Nonostante la richiesta di chiarimenti, sul futuro dei lavoratori coinvolti e dello stabilimento di Avezzano, l’ufficio commerciale è stato ceduto ai tedeschi. Ora si teme per i 6 dipendenti e il dirigente coinvolti nell’operazione. «La situazione è molto preoccupante perché non c’è chiarezza», ha commentato Roberto Di Francesco, rsu Fiom-Cgil, «andiamo avanti con le scatole cinesi, senza alcun tipo di rassicurazione. La cessione dell’ufficio commerciale indebolisce fortemente lo stabilimento di Avezzano e nessuno dice niente. Finora questo ramo dell’azienda ha sempre cercato tra i fornitori di ottenere commesse per il nostro sito marsicano. Ora, essendo un settore autonomo, potrebbe cercare clienti anche per altri».
L’operazione industriale messa a punto nel giro di poche settimane riguarda complessivamente 27 persone. Di queste, sette fanno parte dello stabilimento di Avezzano, dove ci sono attualmente 1.390 lavoratori.
Nella riunione che si è svolta venerdì scorso, alla presenza dei rappresentanti del ministero per lo Sviluppo economico, del’assessore regionale alle Politiche del lavoro, Pietro Quaresimale, e delle organizzazioni sindacali, l’amministratore delegato Marcello D’Antiochia ha ribadito che il passaggio della gestione dei clienti alla tedesca Sparc Eu è frutto di una riorganizzazione della holding e ha rassicurato sul futuro della fabbrica marsicana.
«C’è preoccupazione anche per i lavoratori coinvolti in questa operazione perché nessuno gli ha detto qual è il loro destino», ha concluso il rappresentante sindacale di stabilimento, «del sito di Avezzano, sono gli unici interessati nell’accordo con Sparc Eu. Fino a oggi non hanno ricevuto informazioni e rassicurazioni sul futuro e si assiste a un continuo scaricabarile che inizia a preoccuparci parecchio. Non sanno neanche se dovranno rimanere in Italia, in una ipotetica sede di Sparc Eu, oppure se verranno trasferiti in Germania, dove quest’azienda si trova. Il comportamento del Mise, e delle istituzioni in generale, è veramente imbarazzante in un momento come questo».
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