Celanesi esiliati a Malta e nel sud Italia
Tommaso da Celano dopo la battaglia di Bouvines del 1214 tentò un riavvicinamento a Federico II, ma non fu presente alla sua incoronazione nella basilica di San Pietro in Roma. Nonostante la...
Tommaso da Celano dopo la battaglia di Bouvines del 1214 tentò un riavvicinamento a Federico II, ma non fu presente alla sua incoronazione nella basilica di San Pietro in Roma. Nonostante la mediazione di papa Onorio III, non riuscì a ottenere la riconciliazione. Proprio per questo Federico II si rese subito conto che il consolidamento del suo potere poteva passare solo attraverso l’eliminazione della resistenza della contea di Celano. Nel 1221 Federico attaccò e conquistò Boiano e Tommaso, a sua volta, li assalì, li mise in fuga e incendiò la città. Nel tempo, il caso di Tommaso divenne per Federico sempre più preoccupante e alla fine del 1223 i due stipularono un “atto di concordia”: a Tommaso venne imposto un esilio di tre anni a Roma, mentre l’intero apparato militare del conte fu smantellato. Federico, una volta evacuati gli abitati, distrusse Celano ad esclusione della chiesa di San Giovanni. I celanesi furono esiliati in Sicilia, Calabria e Malta fino al 1227.

