Celano accende la lampada a San Francesco

Simbolica cerimonia con le comunità di Tagliacozzo, Sante Marie e Castelvecchio Subequo
CELANO. Una lampada arde nella chiesa di San Francesco a Celano e un’altra in quella di Tagliacozzo a illuminare i resti di Tommaso da Celano, primo biografo del poverello d’Assisi.
Un legame indissolubile tra le due città marsicane suggellato con la cerimonia avvenuta a Celano, alla presenza dei sindaci Settimio Santilli, Vincenzo Giovagnorio di Tagliacozzo, Lorenzo Berardinetti di Sante Marie, dove ci sono i resti della chiesa in cui morì il frate celanese, e Pietro Salutari di Castelvecchio Subequo, dove si trovano le reliquie di San Francesco. «Per la prima volta dopo circa 800 anni», spiega Santilli, «è stata accesa la lampada votiva in onore del nostro Beato Tommaso. Come società civile, abbiamo fornito un altro piccolo granellino alla Chiesa per arrivare alla tanto agognata beatificazione e chissà che la canonizzazione dell’altro giorno da parte di Papa Francesco di sette santi non sia di buono auspicio. La celebrazione della messa da parte di padre Giulio Cesareo è stata molto sentita e toccante, arricchita dalla splendida esibizione della corale francescana di Santa Maria Valleverde. Ora, affinché quanto fatto non sia un evento estemporaneo ma una tradizione dedicata all’accensione della lampada votiva e alla donazione dell’olio in onore del Beato Tommaso, c’è bisogno della istituzionalizzazione in sede di consiglio comunale. Ed è quello che faremo».
L’iniziativa è stata promossa dalle confraternite di San Francesco e dei Santi martiri. (p.g.)
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