Celano, antico affresco nel degrado

24 Novembre 2023

Nuovo appello per salvare l’opera del ’500, chiamato in causa anche il ministro

CELANO. Un appello per salvare un prezioso affresco del Cinquecento è stato lanciato da Giancarlo Sociali, agente di polizia locale, celanese, grande appassionato di arte e storia locale. «Nonostante abbia cercato l’aiuto di alcuni amministratori non sono riuscito a ottenere il supporto necessario, né tantomeno delle promesse», afferma Sociali, «per tale motivo chiedo a chi ha conoscenze e influenze all’interno dell’amministrazione comunale di Celano di intervenire per salvare questa preziosa opera d’arte». L’affresco si trova sulla facciata di una casa privata, oggi disabitata, edificata lungo le antiche mura di recinzione di Celano vecchia, in largo Filippone. L’abitazione, anche per via dei numerosi eredi, versa in uno stato di incuria e abbandono. Intuito il valore storico della raffigurazione, da anni Sociali si sta battendo per «preservarne e promuoverne il restauro», ma i suoi sforzi finora «sono stati vani». L’appassionato di arte e storia locale tira in ballo il Comune di Celano che a suo parere «dovrebbe predisporre degli atti per acquisire la proprietà dell’abitazione, oppure procedere al distacco dell’affresco. L’opera, una volta restaurata, potrebbe essere posizionata nello stesso municipio o nella mostra di arte sacra allestita dentro al castello Piccolomini».
L’affresco rappresenta un atto votivo alla Madonna della Grazie, a San Leonardo e a Sant’Antonio Abate. Sotto ai tre santi è raffigurata una chiesa, quale unica testimonianza dipinta di come era la chiesa della Madonna delle Grazie di Celano prima che la città venisse distrutta da Federico II. «Già dal 2016 la Soprintendenza ha chiesto al Comune di adoperarsi per salvare l’affresco ritenuto di interesse storico», denuncia Sociali, che pochi giorni fa ha deciso di riscrivere una lettera sia alla Soprintendenza che all’attuale ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. «Spero sinceramente», conclude Sociali, «che questa preziosa opera d’arte non faccia la stessa fine dell’affresco dei Santi Martiri a Fontegrande». (f.d.m.)
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