Celano, bonifica nella discarica dei veleni

1 Maggio 2016

Accordo Comune-Procura per i primi interventi nell’area sequestrata, poi carotaggi nel sottosuolo

CELANO. Mercoledì inizierà la bonifica in superficie nella zona dell’ex discarica di San Marcello, sequestrata dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico). Un lavoro che sarà realizzato grazie a un accordo tra la procura della Repubblica di Avezzano, il Noe di Pescara e il Comune di Celano.

Questo primo intervento mira a risanare, almeno in superficie, un’area di circa 40 ettari. L’operazione è stata affidata all’azienda dei rifiuti Aciam al termine di un incontro che ha visto la partecipazione di rappresentanti del Noe di Pescara, coordinati dal comandante Antonio Spoletini, il segretario comunale Giampiero Attili, Paolo Recchia, delegato Aciam, l’ispettore Francesco Angelini del Corpo forestale di Celano, la dirigente dell’area finanziaria del Comune, Daniela Di Censo, il dirigente dell’area tecnica Federico D’Aulerio, il responsabile dell’ufficio manutenzione Nazzareno Caferra, il comandante della polizia locale Giuseppe Fegatilli. Il sindaco di Celano, Settimio Santilli, aveva inviato una lettera alla Procura nella quale manifestava la volontà, da parte del Comune, di operare insieme alle istituzioni coinvolte per la bonificare la zona.

«Non abbiamo voluto perdere tempo», ha spiegato Santilli, «tutelare l’ambiente significa tutelare la comunità che rappresento. Nella prima fase dell’operazione si andranno a rimuovere tutti quei materiali che sono in superficie, come pneumatici, guaine di rivestimento, guaine bituminose, eternit e altro».

Mentre l’Aciam provvederà a ripulire la superficie dai materiali inquinanti che verranno ovviamente smaltiti a norma di legge. I carabinieri del Noe procederanno con uno screening del terreno per valutare dove procedere con i carotaggi e verificare lo stato del sottosuolo.

«L’intervento durerà un mese circa», ha concluso Santilli, «periodo nel quale verrà realizzata un’opera di ripristino ambientale importante attraverso la piantumazione di diverse specie autoctone vegetali. Questa cooperazione rappresenta un bell’esempio di come magistratura e politica possono operano bene in sinergia quando in ballo ci sono obiettivi che riguardano gli interessi dei cittadini e la loro salute».

Dante Cardamone

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