Celano, cassa integrazione all’Immacolata

E alla LFoundry visita ispettiva della Asl, si punta a evitare gli assembramenti durante le pause
AVEZZANO. Visita ispettiva della Asl nello stabilimento LFoundry per vedere se sono state rispettate le misure di sicurezza imposte dal decreto varato per l’emergenza coronavirus. A rivelarlo sono stati gli stessi dirigenti dell’azienda durante una riunione in teleconferenza con i rappresentanti sindacali di stabilimento. La Asl ha chiesto all’azienda quali iniziative sono state prese per evitare il contagio della diffusione del Covid-19 e di mettere nero su bianco tutte le attività adottate volte ad evitare assembramenti nella fabbrica. Al centro della discussione sono tornate le pause che già i vertici di LFoundry avevano chiesto di rivedere per evitare di far frequentare gli stessi luoghi a più persone. Le Rsu hanno chiesto di effettuare i break scaglionati: per il giorno alle 10, 11, 12 e poi 13, 14, 15, 17 e 18, e per la notte 22, 23, 24, e poi dalle 2 alle 6, sempre ogni ora. Intanto, la discussione sull’applicazione della cassa integrazione è stata rinviata a lunedì. Azienda e sindacati dovranno ragionare sull’attivazione degli ammortizzatori sociali concessi dal governo per l’emergenza coronavirus. Il piano è quello di adottarli per nove settimane e di coinvolgere tutti i 1.400 dipendenti (oggi mille sono in azienda e 400 a casa grazie al lavoro agile). A dare l’ok definitivo dovrà essere la prefettura, dal momento che LFoundry non rientra tra le attività che per il governo possono rimanere aperte. «Le decisioni unilaterali possono essere dannose e non fanno il bene né dell’azienda né dei lavoratori», commentano dalla Uilm-Uil provinciale guidata da Angelo Gallotti, «riscontriamo, nostro malgrado, che non si sta cogliendo il principio di salvaguardia della presenza contemporanea, scaricando i costi della perdita di business sui lavoratori, utilizzando l’affermazione: è stato deciso e concordato con il sindacato. Questo lo riteniamo scorretto e lo condanniamo. Ribadiamo la nostra posizione rispetto alla gestione di questa crisi: mettere in sicurezza le lavoratrici e i lavoratori è la priorità della Uilm».
EUROCONIC. All’Euroconic, dove si producono organi di trasmissione, è stata richiesta la cassa integrazione per i 47 dipendenti. È stato già applicato il protocollo di sicurezza con una rotazione dei dipendenti in azienda.
CLINICA CELANO. Cassa integrazione a rotazione anche per i 110 operatori della clinica l’Immacolata di Celano. Grazie a un accordo tra azienda e sindacati, è stato deciso di estendere gli ammortizzatori fino al 17 maggio con l’opzione di rivederli se la situazione cambierà nelle prossime settimane.
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