Celano commemora l’eccidio dei braccianti

Sabato le cerimonie in ricordo di Berardicurti e Paris uccisi nel 1950, previsto un premio ai lavoratori
CELANO. Tutto pronto per la cerimonia di commemorazione dell’eccidio di Celano nel quale morirono due braccianti del Fucino dopo una sparatoria contro contadini disoccupati che chiedevano lavoro. La ricorrenza, dedicata anche alla Festa del lavoro e al Premio Berardicurti-Paris, si svolgerà sabato dalle 10.30.
Il Comune di Celano ha organizzato l’evento per celebrare e ricordare la memoria dei due braccianti agricoli, Antonio Berardicurti, 35 anni, e Agostino Paris, 45, che persero la vita la sera del 30 aprile 1950 durante una manifestazione per rivendicare il diritto al lavoro. Per l’occasione, l’amministrazione comunale ha organizzato un programma di commemorazione che prevede alle 10.30 la cerimonia in ricordo dell’eccidio, che si terrà al cimitero comunale con deposizione di una corona di fiori; alle 11 la consegna del Premio Berardicurti-Paris ai lavoratori nella sala consiliare del palazzo municipale; alle 12, sempre nella sala consiliare, ci sarà la premiazione per il concorso “Opera settantesimo anniversario eccidio di Celano-Riforma agraria” che vedrà protagonisti gli alunni che avranno realizzato il miglior disegno; infine, dalle 18 alle 21.30, ci sarà musica lungo le antiche mura del castello Piccolomini.
L’eccidio di Celano, rimasto impunito, è impresso in modo indelebile nella comunità locale. Avvenne la sera del 30 aprile 1950, quando in piazza IV Novembre furono esplosi alcuni colpi di arma da fuoco contro i manifestanti, un gruppo di braccianti del Fucino. Ci furono due morti e diversi feriti. Poco prima si era riunita nel palazzo comunale una commissione che stabiliva i turni di lavoro per i braccianti che sarebbero stati impiegati il 2 maggio nel Fucino. C’erano il rappresentante del partito comunista, le autorità comunali, gli esponenti della Cisl e i rappresentanti delle varie categorie. Non trovando un accordo, si decise di concludere la riunione. Molte persone, tra cui i braccianti, erano rimasti a discutere dell’accaduto. L’allora vicesindaco, Angelo Tropea, chiamò i carabinieri chiedendo di intervenire: arrivarono un maresciallo e quattro militari dell’Arma. Senza motivi apparenti (nel mirino c’era l’allora segretario del Pci, il 24enne Giancarlo Cantelmi, animatore delle Lotte del Fucino), i carabinieri cominciarono a sparare sulla folla e i contadini si gettarono a terra. Contemporaneamente, dall’altro lato della piazza, vennero esplosi altri colpi da alcuni esponenti del locale Movimento sociale italiano (Msi) e dalle guardie di Torlonia. Morirono Berardicurti e Paris; entrambi lasciarono moglie e figli piccoli. Gli accusati furono prosciolti e nessuno mai pagò per l’accaduto. (p.g.)
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