Celano, ecco le linee guida della città del futuro

Affollato incontro all’auditorium. Santilli: rivisitazione degli edifici pubblici Piccone: punteremo sullo sviluppo delle nostre potenzialità turistiche
CELANO. Rivisitazione del centro cittadino per portare Celano a un cambio della sua vocazione: da quella attuale, perlopiù agricola, a una più turistica. Con questo spirito si è svolto l’incontro all’Auditorium Fermi, davanti a un pubblico numeroso, per discutere del piano di rigenerazione cittadino. Il sindaco Settimio Santilli e l’onorevole Filippo Piccone hanno invitato tutti a una partecipazione attiva nella discussione del Masterplan, «idee di massima che riguardano alcuni edifici pubblici, il piano di viabilità, il recupero dei ruderi abbandonati in centro storico, trasformandoli dallo stato di degrado in cui versano a un’opportunità di economia trainante». Nell’esposizione presentata dal gruppo di tecnici che ha realizzato il Masterplan si è evidenziato che tra le intenzioni c’è quella «di un cambiamento totale della viabilità cittadina, con la creazione di un anello a senso unico intorno alla città, la realizzazione di un parcheggio sotto piazza IV Novembre con la sua riqualificazione rendendola quasi del tutto pedonale».
«Tra gli obiettivi», sottolinea il sindaco, «anche la rivisitazione di alcuni edifici pubblici come il palazzo comunale attraverso la delocalizzazione degli uffici e la demolizione e ricostruzione dell’edificio don Minozzi. Inoltre, prevediamo un intervento su piazza Aia».
«Molto importante», gli fa eco Piccone, «nell'ottica della rigenerazione della città, la presenza del castello Piccolomini, che è il monumento più visitato della regione e intorno al quale si potrebbe creare una Celano capace di trattenere le migliaia di turisti che lo visitano ogni anno». Altro obiettivo è quello di rendere la città appetibile per i tanti frequentatori dell'altopiano delle Rocche. Non sono stati sottaciuti, nell’ambito della riqualificazione della parte più antica di Celano, l’esigenza e il dovere di renderla non solo più vivibile, grazie al recupero dei tantissimi ruderi, ma anche adeguata in caso di eventi sismici.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

