Celano esclusa dalla pista ciclabile

16 Gennaio 2016

Il sindaco Santilli: «Scelta politica poco lungimirante e irrispettosa per i cittadini»

CELANO. Il museo d’arte sacra che si trova all’interno del castello Piccolomini di Celano è stato escluso dal progetto della pista ciclabile lunga 140 chilometri che unirà l’area carseolana con il parco nazionale d’Abruzzo.

Il sindaco di Celano, Settimio Santilli attacca il sindaco di Tagliacozzo Maurizio Di Marco Testa e il consigliere regionale Lorenzo Berardinetti. Una volta realizzata, la pista valorizzerà naturalmente i beni culturali e ambientali dei paesi attraversati e unirà l’area carseolana con il Parco nazionale d’Abruzzo. Da Carsoli passerà per Sante Marie, Tagliacozzo, Scurcola Marsicana, Massa d’Albe, Avezzano, Luco dei Marsi, Trasacco, Collelongo e Villavallelonga ma non per Celano.

«Siamo soddisfatti per i risultati dell’indagine condotta dal ministero dei Beni culturali, che attesta circa 26 mila visitatori nel nostro museo, con l'incremento di presenze del 18% rispetto agli anni precedenti», dice il sindaco Santilli, «ma tutto questo non è bastato a far inserire la nostra città nel progetto di pista ciclabile».

Santilli non risparmia critiche al consigliere regionale Berardinetti e al sindaco di Tagliacozzo Di Marco Testa che hanno presentato il progetto. «L’esclusione di Celano è unascelta politicamente poco lungimirante e irrispettosa nei confronti di migliaia di cittadini. È grave che la città non sia stata presa in considerazione neanche dalla Provincia, considerato il periodo di particolare ristrettezze economiche per gli enti locali». «Mi auguro che, come dichiarato dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, in occasione della presentazione del Masterplan», conclude il sindaco, «con i ribassi d'asta i soldi non vengano messi a disposizione della direzione dei lavori, ma servano a finanziare nuovi progetti come la possibile estensione della pista ciclabile a Celano o un progetto di bike sarin, il servizio che mette a disposizione dei cittadini biciclette per muoversi in città».

Dante Cardamone

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