Celano, sospesi cinque impiegati: «Agevolavano il sistema Piccone»

7 Maggio 2021

Provvedimenti per funzionari e dipendenti degli uffici, stop dall’attività lavorativa da due a sei mesi Le accuse: «Inseriti nel meccanismo corruttivo dell’amministrazione». Si teme la reiterazione dei reati

CELANO. Un nuovo capitolo nell’inchiesta sugli appalti al Comune di Celano. Ieri a Palazzo di città sono tornati i carabinieri per eseguire, su disposizione del gip del tribunale di Avezzano, cinque nuove misure cautelari nei confronti di altrettanti funzionari e impiegati comunali. Sono tutti di Celano ed erano già indagati nell’ambito dell’inchiesta che lo scorso 22 febbraio ha portato agli arresti del sindaco Settimio Santilli e dell’allora vicesindaco, l’ex parlamentare Filippo Piccone (dimessosi). Si tratta di misure di sospensione dall’attività lavorativa e i capi d’imputazione vanno dal tentato peculato alla falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, fino alla turbata libertà degli incanti. Destinatari delle misure sono Nazzareno Caferra, 53 anni, Sante Rossi (59), Fabrizia Aveani (47) ed Erica Cerasani (42), sottoposti alla sospensione dal pubblico impiego per sei mesi. Per Daniela Santilli, 32enne, il provvedimento prevede una sospensione dal lavoro per due mesi. L’attività amministrativa, già in difficoltà, rischia la completa paralisi. Secondo il gip, i cinque erano funzionali al cosiddetto “sistema Piccone” avendo «attivamente collaborato con gli altri indagati nella commissione dei reati» ed essendo «inseriti nel sistema corruttivo dell’amministrazione celanese». Il provvedimento è stato emesso perché, a detta del gip, c’è il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. La misura è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari Maria Proia ed eseguita dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale dell’Aquila, diretto dal maggiore Edoardo Commandè. L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Lara Seccacini. I destinatari della nuova ordinanza erano stati interrogati dal giudice per le indagini preliminari nei giorni successivi agli arresti. In carcere era finito Piccone, mentre i domiciliari erano scattati per il sindaco Santilli, l’ex segretario comunale (passato successivamente al Comune di Avezzano), tre dirigenti comunali, un imprenditore e un libero professionista. Tutti accusati di condotte antigiuridiche, finalizzate all’indebita percezione ed erogazione di fondi comunali a liberi professionisti e imprenditori operanti nella Marsica. Intanto, uno degli indagati, l’ingegnere celanese Livio Paris, tramite il suo legale Roberto Verdecchia ha ottenuto l’annullamento della misura cautelare a cui era stato sottoposto dal gip Proia, e cioè l’interdizione alla professione di ingegnere. La misura è stata sostituita con il divieto di dimora a Celano.
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