Celano, verrà riesumato il marchese Flaviani

Il tribunale di Roma ha accolto la richiesta della “miracolata” Veltraino (89 anni) che dichiara di essere una figlia illegittima del nobile e vuole l’esame del Dna
CELANO. Sarà riesumato il corpo del marchese di Celano Nicola Flaviani.
Lo ha disposto il tribunale di Roma, su richiesta della “miracolata” Maria Grazia Veltraino, che chiede il test del Dna per l’accertamento della paternità. È convinta di essere la figlia del marchese celanese (23 gennaio 1900-16 giugno 1980). Saranno così eseguite le indagini genetiche su campioni biologici e si scoprirà se Nicola Flaviani è o meno il padre biologico della Veltraino, nata il primo luglio 1930. La nomina del Ctu avverrà all’udienza del primo ottobre prossimo, come richiesto dall’anziana celanese, assistita dall’avvocato Paolo Di Gravio, davanti al tribunale di Roma.
Maria Grazia Veltraino è cittadina onoraria di Celano ed è nota per essere stata miracolosamente guarita da una gravissima malattia, che la costringeva immobile al letto, da padre Luigi Caburlotto, fondatore delle Figlie di San Giuseppe. Tale evento fu giudicato miracoloso nel processo di beatificazione del religioso, avvenuto a Venezia il 16 maggio 2015, alla presenza di Papa Francesco. «Dopo 15 anni di malattia», racconta la donna, «la notte tra l’11 e il 12 febbraio 2008, verso mattina, ho visto tra il sonno e la veglia la figura di don Luigi Caburlotto avvolta in nuvole bianche. Volevo guardarlo più distintamente avvicinandomi, ma ero ferma e non riuscivo a camminare. In quel momento ho sentito una voce che mi diceva: “Cammina!”». Quella voce la sveglia e la scuote. «Ho sentito l’istinto di alzarmi dal letto, l’ho fatto subito e sono riuscita a stare in piedi senza sostegno e senza sofferenza. Stupita mi chiedevo che cosa mi stesse succedendo. Ho provato a camminare per casa e ci riuscivo».
Ora l’anziana vuole conoscere la verità sulla sua nascita. Dopo il parto fu infatti affidata al reparto di Maternità dell’ospedale dell’Aquila perché non riconosciuta dai genitori. Dopo varie ricerche anche documentali e testimonianze avrebbe scoperto di essere la figlia naturale del marchese Flaviani che, secondo le ricerche, tra il 1929 e il 1930 ebbe una relazione con una donna di servizio nella sua casa. Così l’iniziativa giudiziaria davanti al tribunale di Roma.
«La richiesta di riconoscimento di paternità», spiega l’avvocato Paolo Di Gravio, «non ha intenti speculativi o venali visto che Flaviani non risulta abbia lasciato o avuto proprietà, ma ha il solo scopo di dare un nome al padre di Maria Grazia Veltraino».
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