Celano vive nella paura dei ladri: «Siamo stanchi, barricati in casa»

Il colpo nell’abitazione del sindaco Santilli ha scatenato le reazioni. Ecco che cosa pensano i cittadini Un commerciante: «Qualche anno fa venimmo denunciati per le ronde di notte, la legge non ci tutela»
CELANO. Pattugliamenti delle forze dell’ordine nelle ore notturne e videocamere di sorveglianza nei punti strategici della città in particolare alle vie di ingresso. Perché c’è il timore di ritrovarsi i ladri in casa.
Il giorno dopo il raid in casa del sindaco Settimio Santilli, che si è visto portare via persino i vestiti, a Celano non si parla d’altro.
«Siamo stanchi di questa situazione», afferma Guido Santilli, titolare del bar Meeting, che appena una settimana fa aveva trovato l’abitazione del fratello messa sottosopra dai ladri, «innanzitutto mi auguro che in via Cicivette si provveda ad installare dei punti luce. Siamo costretti a dotarci di sistemi d’allarme e altri accorgimenti, ma siamo stanchi di vivere nella paura di tornare a casa e scoprire di essere stati derubati».
«Il problema è molto serio», dichiara Valter Vicaretti, titolare di una macelleria in via Aquila, «partecipai anni fa alle ronde cittadine, segnalammo una macchina sospetta e poi fummo denunciati. Un’esperienza che, per quanto mi riguarda, non va ripetuta. La legge non tutela i cittadini, ma devono essere le forze dell’ordine a fare le ronde notturne. Servirebbero le telecamere nelle vie d’accesso a Celano».
«Concordo con i pattugliamenti notturni da parte della polizia locale», spiega Alessandro Di Bernardo del bar Di Tommaso, «ma queste dovrebbero girare per la città e non fermarsi in piazza solo per fare le multe. In questi giorni vi sono priorità più serie che un’auto parcheggiata male».
«Bene la sorveglianza notturna», evidenzia Nestore Pestilli, uno dei soci del bar Pestilli, «prima assistevamo a delle ondate di furti, adesso i colpi sono giornalieri e si vive con il terrore di rientrare e trovare la casa o la propria attività visitata dai ladri, che oltre a rubare provocano anche danni. Nel maggio 2012 ho avuto un tentativo di furto a casa e posso capire quanti oggi vivono questa brutta esperienza. Forse sarebbe il caso che le forze dell’ordine girassero con le auto civetta. Purtroppo in Italia manca la certezza della pena e chi delinque, molte volte, non si fa neanche un giorno nelle patrie galere».
«Un’idea potrebbe essere quella delle ronde di segnalazione», sottolinea Tonino Finucci, «ovviamente con un coordinatore che in caso di eventuali segnalazioni riporti il tutto alle forze dell’ordine».
«Quantifichiamo i danni dei furti subiti, ma il male peggiore lo stiamo facendo ai nostri figli», evidenzia Lara Di Renzo, panettiera di Celano, «che stanno crescendo nella normalità dell’illegalità e nella normalità della non libertà fuori e dentro le nostre case. Dopo un furto subìto, vivo barricata. Siamo liberi solo di aver paura? E la legge dov’è? L’uomo senza libertà e senza moralità è un uomo derubato della dignità».
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