Celestino, 51 anni fa la benedizione dell’urna

Il 16 agosto 1972 il rito con papa Paolo VI e la ricomposizione delle spoglie. Ecco la cronaca di allora
L’AQUILA. Nel 1972 furono in qualche modo poste le basi della “moderna” Perdonanza. Nell’agosto di 51 anni fa fu infatti realizzata l’urna all’interno della quale furono poi ricomposte le “reliquie” di Papa Celestino V. La teca fu portata a Castel Gandolfo per farla benedire da Paolo VI.
Ecco come “Voce Amica” – l’inserto dell’Osservatore romano dedicato all’epoca alla diocesi dell’Aquila – fece la cronaca di quel giorno. «Mercoledì 16 agosto 1972, dopo l’udienza generale, il Santo Padre si è recato nella Sala degli Svizzeri del palazzo pontificio di Castel Gandolfo dove ha ricevuto i membri del comitato per le celebrazioni dell’archidiocesi dell’Aquila, in occasione della riapertura della basilica di Collemaggio in quella città e della ricomposizione dei resti mortali di San Pietro Celestino nella nuova urna che sarà collocata nella basilica riportata, dopo quattro anni di lavori, alla sua primitiva linea. L’urna, offerta dal concittadino monsignor Mario Pimpo del Vicariato di Roma è una pregevole opera degli orafi aquilani Luigi e Vincenzo Cardilli. Il gruppo dei membri del comitato era guidato dall’arcivescovo dell'Aquila monsignor Costantino Stella con il quale erano pure il vicario generale dell’archidiocesi Monsignor Ernesto Cipolloni, monsignor Pimpo, i fratelli Cardilli, il professor Franco Pellini, il Grande ufficiale Giovanni Chiapparelli, il cavalier Fernando Milani e il rettore della basilica di Collemaggio padre Serafico Leone. L’arcivescovo dell’Aquila, monsignor Stella, ha ringraziato il Santo Padre per l’udienza e ha brevemente rievocato le vicende delle spoglie mortali di Celestino V e la grande venerazione che gli aquilani hanno sempre avuto per il santo pontefice, custodendone sempre, anche attraverso le turbinose vicende della città, il sacro corpo. Il Santo Padre ha rivolto, quindi, ai presenti brevi parole di saluto, dicendosi lieto di benedire la preziosa e artistica urna, compiendo così un gesto di devota pietà alla memoria gloriosa del suo santo predecessore e di associarsi alle onoranze che a questi renderà tutta la città dell’Aquila e tutto l’Abruzzo. Paolo VI ha sottolineato lo spirito di penitenza e di immolazione che accompagnò San Pietro Celestino sia nel governo della Chiesa, sia nell’opera di santificazione personale e verso le genti che la Provvidenza gli fece incontrare nel suo apostolato evangelico. Prima di impartire ai presenti la benedizione apostolica, il Santo Padre si è soffermato ad ammirare la nuova urna di ottone dorato con cornice di foglie d’argento lanceolate e recante agli angoli gli stemmi di Celestino V, della città dell’Aquila, dell’Ordine dello Spirito Santo, fondato da Celestino V, del Santo Padre Paolo VI, del cardinale Confalonieri e dell'attuale arcivescovo monsignor Stella». (g.p.)
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