Cementificio, no al combustibile da rifiuti

1 Febbraio 2018

Il consiglio comunale di Montereale approva una mozione. A seguire analoga iniziativa a Pizzoli

MONTEREALE. Il consiglio comunale di Montereale ha approvato una mozione per dire no all’utilizzo nel cementificio di Cagnano Amiterno del Css, un combustibile derivato dalla lavorazione di un particolare tipo di rifiuto urbano. Oggi toccherà al consiglio comunale di Pizzoli votare la stessa mozione e il risultato appare scontato.
«La salute dei cittadini viene prima di ogni altra cosa», ha detto il sindaco di Pizzoli Giovannino Anastasio. «Ci batteremo senza sosta per tutelare il territorio». Nei prossimi giorni anche altri consigli prenderanno posizione e tra questi Barete e L’Aquila. Gli unici consigli dell’Alto Aterno che non hanno programmato una specifica discussione sulla mozione sono quelli di Cagnano Amiterno (che è il Comune più interessato perché il cementificio si trova nel suo territorio) e di Capitignano dove qualche giorno fa la minoranza aveva invitato il sindaco Maurizio Pelosi a prendere una posizione chiara sulla vicenda. Entro la metà di febbraio è prevista, probabilmente all’Aquila, una riunione di tutti i consigli che avranno detto sì alla mozione contro l’utilizzo del Css per portarla poi all’attenzione della Regione. Tutto infatti nasce da una delibera regionale risalente al 2013 con la quale veniva autorizzato l’utilizzo del combustibile derivato dai rifiuti per far funzionare il cementificio. Cementificio che, dopo essere passato più volte di mano, oggi è di proprietà di Italcementi. La delibera del 2013, nonostante le proteste, non è stata mai ritirata dalla Regione. Contro l’utilizzo del Css è nato pure un comitato popolare, Aternoaria, che ha organizzato qualche giorno fa a Pizzoli un incontro per spiegare alla popolazione i possibili rischi per la salute dell’uomo. Il cementificio di Cagnano, che ha una storia lunga quasi un secolo, occupa attualmente circa 70 persone. (g.p.)
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