Centauro morto, dubbi sulla dinamica

28 Maggio 2018

La polizia stradale riascolterà testimoni e feriti, forse ci sarà un nuovo sopralluogo. Intanto il pm dispone l’autopsia

L’AQUILA. Polizia stradale e Procura della Repubblica vogliono vederci chiaro. E lo stesso i familiari della vittima che ieri si sono recati dagli investigatori per avere lumi sulla vicenda e chiedere il rispetto della verità. Ecco perché gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente stradale di sabato pomeriggio sulla statale 80, prima del valico delle Capannelle il nel quale è deceduto il 57enne aquilano, Federico Nardecchia, non sono finiti. L’ipotesi che l’uomo, in sella alla sua Suzuki abbia invaso la semi carreggiata opposta per cozzare fatalmente contro una macchina non è peregrina ma bisogna procedere con cautela e rivedere anche le traiettorie prima di archiviare il caso.
Ecco che, quasi certamente, gli investigatori, coordinati dall’ispettore superiore Antonio Mara, quasi certamente vorranno riascoltare tutti i testimoni, ovvero coloro che sono sopraggiunti sul posto subito dopo l’incidente e le stesse persone che ne sono rimaste coinvolte. Si tratta di alcuni ciclisti, due dei quali sono finiti in ospedale ma non in condizioni serie e del conducente della Fiat 500 contro la quale la moto è andata a sbattere. A mentre fredda queste persone potrebbero ricordare dettagli importantissimi che inizialmente erano stati dimenticati in quei momenti di concitazione e terrore. Di certo alcuni ciclisti hanno detto di essere rimasti atterriti da quella moto che stava per piombargli addosso. Il pm di turno, Simonetta Ciccarelli, che oggi potrà esaminare gli atti preparati dalla polizia stradale dovrebbe disporre per l’autopsia o, almeno, una ricognizione cadaverica. L’uomo, quasi certamente, è deceduto per emorragia interna visto che, dopo l’impatto, si era generosamente rialzato per soccorrere i ciclisti feriti ma poi è caduto a terra ed è spirato. L’uomo era un motociclista esperto e conosceva bene il tracciato e i rischi: in quel punto l’asfalto è di buona qualità ma non va dimenticato che in precedenza, lì vicino, ci sono stati altri incidenti mortali.
Nardecchia, residente a Coppito ma originario di Monticchio, aveva molti amici. Alla sua famiglia è giunto anche il cordoglio della Cgil, visto che la sorella della vittima, lavora in quel sindacato. E, infatti, sul profilo facebook del motociclista scomparso sono comparsi tanti messaggi. Uno ne riassume tutti: «Ci conoscevamo da pochi giorni, e subito mi hai dimostrato grande simpatia e generosità! Una persona speciale che non si dimentica, un abbraccio "Capo"! ».
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