Centi: «Sarà un valore aggiunto»

3 Novembre 2018

Il presidente della Sinfonica: «No a contrapposizioni vecchio stampo»

L’AQUILA. Antonio Centi, presidente dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, interviene sulla questione-Maxxi.
«Non nego di provare un certo disagio», scrive, «nel constatare un’assurda contrapposizione di vecchio stampo tra alcune ramificazioni abruzzesi del Mibact e il Maxxi di prossima attivazione all’Aquila a Palazzo Ardinghelli riferite in gran parte, per l’appunto, all’utilizzo di detto palazzo per tale scopo. Una contrapposizione per altro, fuori contesto. Ecco, per l’appunto, il contesto: sere fa nell’Auditorium del Gran Sasso Science Institute, Gssi, per iniziativa del presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, si è tenuto un confronto di alto livello sul tema “L’Aquila futura”. Bene. La prospettiva è stata concepita da tutti (Lolli, Legnini, Biondi; Cozza, Letta, Pietrucci, Inverardi, grandi imprese) con contributi e analisi originali in termini di “città della conoscenza” e “ città dell’innovazione” e la cultura è stata individuata non come parte a sé, ma quale componente strutturale di tali prospettive, posto che la nostra città per l’alta formazione, la ricerca scientifica, la musica e il teatro è già sul terreno della costruzione di questi nuovi scenari».
«Le domande», aggiunge Centi, «sono, dunque, per stare al contesto: il Maxxi all’Aquila è una preziosa espressione dell’innovazione? È un possibile luogo nel quale sperimentare tutte le nuove tendenze creative internazionali in sintonia con le tante strutture culturali della città? È un valore aggiunto oppure no? E tutta questa dimensione innovativa del Maxxi non si innesta forse sul prezioso lavoro portato avanti dalle sovrintendenze abruzzesi? Nella risposta positiva a tali domande sta una crescita culturale complessiva della nostra città e forse anche il superamento di sterili e paralizzanti polemiche».