Cento in corteo contro il gasdotto

Nuova manifestazione dei comitati ecologisti: «Il progetto si può ancora fermare»
SULMONA. Hanno sfilato in corteo dal piazzale del cimitero di Sulmona fino all’area di Case Pente, dove è prevista la centrale di compressione a servizio del metanodotto Sulmona-Foligno, per ribadire il «no» alla realizzazione dell’opera. Lo hanno fatto con cartelli e striscioni, urlando tutto il loro dissenso contro un’opera «inutile e dannosa». Un centinaio di ambientalisti, scortati da polizia e carabinieri, hanno di nuovo manifestato facendo un sit-in a ridosso del cantiere della centrale. «La partita è ancora aperta», ha dichiarato a margine della manifestazione il portavoce dei comitati cittadini, Mario Pizzola, «lo dimostra anche il fatto che il Comune ha avuto il parere positivo da parte dell’avvocato incaricato di pronunciarsi sul ricorso. Questo dimostra che ci sono ancora motivi validi per continuare a opporsi sia sul piano legale che su quello della mobilitazione. Siamo convinti che quest’opera, che abbiamo sempre detto inutile, lo sarà sempre di più nel corso del tempo. Noi dobbiamo abbandonare i combustibili fossili». Per gli ambientalisti «è assurdo programmare un’opera che costa 2 miliardi e 400 milioni che dovrebbe durare 40-50 anni quando già nel 2030 le direttive Ue dicono che bisognerà diminuire almeno della metà l’uso dei combustibili fossili». A proposito della possibilità di sostituire la turbogas con una centrale elettrica, Pizzola ha precisato che si tratta di un progetto vecchio già proposto da Luciano D’Alfonso e da Andrea Gerosolimo. «Una storia che non sta in piedi», precisa Pizzola, «su 13 centrali di compressione Snam non ne esiste neanche una elettrica. Ce n’è una in Francia ed è una centrale mista, elettrica e a gas, perché questi impianti devono funzionare 24 su 24 e non possono correre il rischio di fermarsi per mancanza di elettricità. Va fermato l’assalto al territorio». (c.l.)

