Cento volontari nel Parco in soccorso della natura

15 Novembre 2016

Arrivano da tutta Italia a Pescasseroli per sistemare percorsi o gestire strutture La storia di Sacchetta: sono di Ravenna ma da 12 anni mi rendo utile all’Abruzzo

PESCASSEROLI. L’esercito silenzioso dei 100 volontari del Parco nazionale d’Abruzzo è tornato a casa. Si sono da poco conclusi a Pescasseroli e in tutti gli altri paesi dell’area protetta i lavori dei gruppi di volontariato che anche quest’anno hanno permesso al Parco di continuare a portare avanti molte attività. Un sostegno prezioso e silenzioso perché non sempre il lavoro che svolgono tante persone provenienti da ogni parte d’Italia è così evidente. Anzi, spesso rischia di passare inosservato, dato quasi per scontato. Ai diversi campi, dislocati nei tre versanti del Parco – Abruzzo, Lazio e Molise – hanno partecipato un centinaio di giovani e meno giovani che hanno deciso di dedicare parte del loro tempo libero al servizio della natura. Tra loro Mario Sacchetta, 69 anni, residente a Ravenna, il volontario più anziano della comitiva. «Sono 12 anni che partecipo a questo tipo di iniziativa del Parco nazionale d’Abruzzo», racconta Sacchetta, «ed è sempre un’esperienza molto emozionante e coinvolgente. Quelli svolti da noi volontari sono i compiti più disparati, scelti e assegnati anche in base alle attitudini dei partecipanti. Si va dai sopralluoghi sul territorio e alle attività di sistemazione di segnaletica e percorsi, che assicurano ai turisti una fruizione del Parco il più possibile agevole e piacevole, fino alla manutenzione». Anche quest’anno, infatti, i i gruppi di volontari hanno svolto una serie di servizi per il Parco, dalla pulizia di aree maggiormente frequentate alla segnatura e sistemazione di sentieri, dall’assistenza ai visitatori ad attività di informazione e supporto agli operatori del territorio. Poi, decine di altre attività ed occupazioni, dalla distribuzione di materiale informativo e promozionale al supporto durante le manifestazioni, alla gestione di strutture ed uffici del parco aree faunistiche e giardini botanici. «Attività qualche volta anche molto faticose», aggiunge Sacchetta.

Uno degli obiettivi del progetto di volontariato è infatti far prendere coscienza ai partecipanti che anche i più semplici comportamenti quotidiani possono influire sulla salvaguardia dell’ambiente naturale. Un’esperienza che può anche aiutare a scegliere stili di vita più rispettosi dell’ambiente. «Solo se impareremo a vivere in armonia con la natura saremo sicuri di salvaguardare anche la sopravvivenza degli esseri umani», commenta Antonio Carrara, presidente del Parco, «ed è per queste ragioni che a conclusione delle attività di volontariato desideriamo ringraziare tutti i volontari che, con impegno e dedizione, portano avanti da ventidue anni, con generosità e disponibilità, un lavoro paragonabile a quello che svolge la natura: silenzioso, ma costante e prezioso».

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