Centrale 118, il cantiere è fermo L’Asl cambia la direzione lavori

20 Settembre 2024

Emersi “ostacoli” nel cantiere. Il manager Romano: «Individueremo presto la migliore soluzione» Procedure avviate nel 2010, l’anno scorso la cerimonia per la prima pietra: una spesa di 4,5 milioni

L’AQUILA. Un anno dopo la cerimonia della posa della prima pietra, è tutto fermo al cantiere per la realizzazione della nuova centrale del 118. Un progetto da quattro milioni e mezzo di euro, rimasto bloccato per 14 anni, fino al 28 settembre 2023, quando era stato assicurato il completamento dei lavori in meno di 18 mesi.
GLI OSTACOLI
Nel corso dei lavori è stato riscontrato «il rinvenimento di massi rocciosi non rilevati dalle indagini geotecniche preliminari», come ha spiegato la Asl. In conseguenza di ciò, l’impresa aggiudicataria dei lavori, ha richiesto la sospensione temporanea delle attività e l’elaborazione di una perizia di variante per trovare una soluzione alternativa. Tuttavia, la Asl ha sottolineato che il direttore dei lavori non ha risposto con tempestività alla richiesta dell’impresa, ritardando così l’intervento necessario. «Per proteggere i propri interessi e garantire la prosecuzione del progetto», l’azienda sanitaria ha attivato «la risoluzione in danno del contratto, aprendo la procedura di sostituzione della direzione dei lavori. La nuova direzione dei lavori sarà incaricata di individuare la soluzione tecnica per le fondazioni, soluzione che è già stata studiata dai tecnici incaricati di redigere la relativa perizia di variante», ha rimarcato il direttore generale della Asl, Ferdinando Romano.
POSSIBILE STRASCICO LEGALE
L’impresa appaltatrice, una volta stabilite le nuove modalità di realizzazione, dovrà riprendere i lavori rispettando i tempi previsti dal contratto, recuperando il ritardo accumulato. I lavori infatti dovranno durare sedici mesi. L'azienda ha concluso affermando che, «qualora dovessero emergere ulteriori criticità o ritardi, non esiterà a prendere misure di tutela per garantire la conclusione dell’opera».
IL PROGETTO
Il progetto era stato elaborato la prima volta nel 2010, sulla scia dell’emergenza del sisma avvenuto l’anno prima all’Aquila. Dopo vari passaggi amministrativi, era stato approvato nel 2015. Lo scorso anno l’avvio dei lavori, affidati a raggruppamento Doppia C impianti di Cosimo Capacchione-Consorzio stabile cantiere Italia.
La nuova centrale operativa, che avrà una superficie di circa 700 metri quadrati, comprenderà piazzola di atterraggio, impianto per volo notturno, area sosta elicotteri, impianto di rifornimento carburante. L’edificio sarà completamente indipendente e si articolerà su due livelli.
Al piano inferiore il progetto prevede la collocazione di reception, due spogliatoi per gli operatori del soccorso, con spazi igienici e doccia, cinque locali riservati al riposo degli addetti, un’area relax provvista di ripostiglio, due servizi igienici e un locale tecnico per la collocazione dell’Uta (sistema per il rinnovo dell’aria interna), un locale con accesso dall’esterno per la centrale termica. Al primo piano ci saranno invece una sala operativa, la stanza del dirigente, la sala riunioni, sei uffici per gli addetti al soccorso, un locale per la guardia medica, la farmacia e un locale relax con ripostiglio.
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