Centrale a biogas, i Comuni vanno dal Tar

Ricorso contro l’autorizzazione regionale. Mostacci, sindaco di Collarmele: «Tutelare la nostra terra»
COLLARMELE. L’autorizzazione regionale concessa alla Biometano Energy di realizzare nel Fucino un impianto a biogas è stata impugnata dai Comuni interessati. Ieri i sindaci dei tre Enti, Antonio Mostacci (Collarmele), Stefano Iulianella (Pescina) e Quirino D’Orazio (San Benedetto dei Marsi), tramite il loro legale, Herbert Simone, hanno presentato ricorso al Tar. L’autorizzazione, che porta la firma della dirigente regionale Iris Flacco, del Dipartimento opere pubbliche e politiche energetiche e responsabile unica della procedura, è del 10 febbraio.
I Comuni avevano due mesi di tempo per impugnarla. Ma a causa dell’emergenza del Covid-19 la data è stata spostata di altri due mesi.
«Per noi», spiega Mostacci, sindaco di Collarmele, «il ricorso al Tar era un atto dovuto, perché riteniamo che l’autorizzazione presenti molte criticità, sia tecniche che amministrative. Speriamo che il giudice terzo accolga le legittime richieste di un intero territorio che chiede venga tutelata la propria terra».
«Intendiamo ribadire con forza», gli fa eco il sindaco di Pescina, «che noi siamo per l’energia da fonti rinnovabili. Ma nel caso specifico abbiamo delle riserve sia dal punto di vista procedurale che della tutela dell'ambiente».
Sulla stessa lunghezza d’onda è il sindaco di San Benedetto dei Marsi: «Siamo ricorsi al Tar perché non si sono rispettate delle norme. Non si possono rilasciare simili autorizzazioni scavalcando la volontà popolare. A decidere dello sviluppo di un territorio devono essere i sindaci e le comunità locali e non un dirigente regionale che vive a 100 chilometri di distanza. La Regione si preoccupi piuttosto di adottare misure idonee a tutelare l’imprenditoria agricola del Fucino, in affanno».
Dunque, la vicenda dell’impianto a biogas è tutt’altro che conclusa. Sono trascorsi ben 10 mesi dalla Conferenza dei servizi, tenutasi in Regione il 5 agosto 2019, in cui molti degli Enti interessati, dall’Arta al Dipartimento agricoltura della Regione, dalla Asl ai vigili del fuoco, si erano espressi a favore dell’impianto.
Ma la ferma opposizione di Collarmele, nel cui territorio l’impianto dovrebbe sorgere, e dei due Comuni confinanti – San Benedetto dei Marsi e Pescina – sostenuti dal comitato “Insieme per la tutela della salute, ambiente e territorio”, ha fatto segnare al procedimento una battuta d’arresto.
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