Centrale biogas, niente resa I sindaci: «Pronti al ricorso»

La sentenza del Tar non ferma Pescina, San Benedetto dei Marsi e Collarmele «Valuteremo le azioni insieme al nostro legale, troppi dubbi sull’impianto»
SAN BENEDETTO DEI MARSI. «Stiamo studiando attentamente la sentenza del Tar sull’impianto a biogas e insieme al nostro legale valuteremo se vi sono le condizioni per poterla impugnare». Così esordisce il sindaco di San Benedetto dei Marsi, Quirino D’Orazio. Dello stesso avviso sono anche Antonio Mostacci, sindaco di Collarmele, sul cui territorio l’impianto dovrebbe sorgere, e Mirko Zauri, sindaco di Pescina. Collarmele, San Benedetto e Pescina, infatti, sono i tre Comuni che hanno fatto ricorso contro l’autorizzazione rilasciata, nel febbraio dello scorso anno, da Iris Flacco, responsabile unica regionale del procedimento, alla Biometano Energy per realizzare nel Fucino un impianto per la produzione di energia pulita. Ricorso che il Tribunale amministrativo regionale ha respinto. Non solo, ha anche condannato i Comuni ricorrenti a pagare le spese di giudizio, ripartendo in egual misura la somma tra la Regione, l’Arta e la Biometano Energy, contro le quali il ricorso era rivolto.
Questo spiega la prudenza con la quale i sindaci dei Comuni interessati intendono muoversi. «Ritengo», afferma Quirino D’Orazio, «che dei margini per ricorrere al Consiglio di Stato vi siano. Ma dobbiamo studiare a fondo la sentenza prima di intraprendere qualsiasi iniziativa. Nei prossimi giorni ci incontreremo con il nostro legale e insieme decideremo sul da farsi».
«Dovrà essere il nostro legale», gli fa eco Mirko Zauri, «a dirci se dobbiamo andare avanti o fermarci. Io, anche se sono stato da sempre contrario alla costruzione di questo impianto, non ho vissuto la vicenda in prima persona, essendo stato eletto da poco. Ciò che mi preoccupa di più è la fornitura dei sottoprodotti agricoli con i quali l’impianto verrà alimentato. Poiché quelli del Fucino non basteranno, la Biometano Energy dovrà importarli da altre regioni. Siamo sicuri che questi non siano inquinanti? A ogni modo, sulle decisioni da prendere dobbiamo muoverci con cautela».
Il sindaco Mostacci concorda con i due colleghi sulla necessità di «valutare attentamente, insieme al legale (l’avvocato Herbet Simone, ndr), se vi siano gli elementi per impugnare la sentenza del Tar», ma ritiene anche che «bisogna attendere l’esito dell’attività istruttoria della Procura, avviata a seguito della segnalazione di presunte irregolarità fatta tempo fa insieme al Comitato civico».
Comitato che, come è noto, si è strenuamente battuto contro la realizzazione dell’impianto.
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