Centrale del gas, parte l’appello dei contrari

6 Giugno 2021

Il comitato chiede alla senatrice Di Girolamo di fermare la mozione sull’opera: «Così è fuorviante»

SULMONA. La lotta contro la realizzazione della centrale del gas rischia di fare «un salto indietro». È quanto sostiene il coordinamento contrario alla realizzazione dell’intervento alla luce della mozione sull’argomento che Gabriella Di Girolamo intende presentare in Senato. «L’iniziativa è in sé positiva ma non condivisibile nei contenuti, per cui chiediamo alla senatrice di soprassedere e di riflettere bene sul testo della mozione», afferma, «perché continuare a parlare ancora oggi di alternative di tracciato, quando è acclarato che la centrale e il metanodotto della Snam sono opere totalmente inutili, è non solo fuorviante ma farebbe fare alla lotta un salto indietro di molti anni».
Per il coordinamento inoltre «è illogico mettere insieme l’opzione zero, cioè l’ipotesi di non costruire le due opere, con le alternative di tracciato perché queste presuppongono che le opere siano necessarie, mentre la prima che siano inutili». I contrari all’opera ribadiscono che «bisogna avere il coraggio di dire chiaramente che le due infrastrutture non servono assolutamente a nulla, se non ai profitti della Snam, garantiti paradossalmente da incentivi anche per opere inutili. Non solo, ma il loro costo verrà pagato dalle future generazioni nei prossimi 50 anni attraverso la bolletta energetica». A detta del coordinamento “No hub del gas” l’inutilità dell’intervento «è dimostrata in maniera inequivocabile attraverso i dati e i documenti prodotti dalla stessa Snam (pubblicati nel nostro dossier “Snam Affair”) e riconosciuta perfino dall’Eni e dall’Anigas (l’associazione, aderente a Confindustria, delle imprese che rivendono il metano)». Per questo, dunque, «occorre chiedere al Governo di sottoporre l’intera opera ad una nuova valutazione di impatto ambientale (quella tuttora vigente risale ad oltre dieci anni fa ed è del tutto superata) e al riesame dell’autorizzazione ad inquinare (Aia) recentemente rilasciata dal Ministero della Transizione Ecologica. Occorre inoltre sottoporre sia il progetto del metanodotto che quello della centrale ad una completa analisi costi-benefìci che tenga conto non solo dei costi economici ma anche di quelli che incidono sull’ambiente e sul cambiamento climatico, sulla salute e sulla sicurezza dei cittadini, e di quelli a danno dell’economia locale».