Centrale e gasdotto, allarme dei medici

28 Giugno 2019

Cacchioni: «Impatto grave sulla salute con polveri sottili e ossido d’azoto». I Comitati accusano: «Regione ambigua»

SULMONA. «Porteremo i cittadini a palazzo dell’Emiciclo, se la Regione non sarà al nostro fianco con un ricorso al Consiglio di Stato contro la centrale Snam». È il governo regionale targato Marsilio il bersaglio principale della seconda giornata di riflessioni e proposte voluta dal sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, e dai Comitati dei cittadini che da 11 anni stanno portando avanti la battaglia contro la realizzazione del metanodotto Brindisi-Minerbio e della centrale di compressione prevista a Sulmona in località Case Pente. Nel suo intervento di apertura e in quello di chiusura, Mario Pizzola, leader dei “No Snam”, si è scagliato contro il presidente della Regione Marco Marsilio, che in questi ultimi tempi, secondo Pizzola, sembra aver assunto «un atteggiamento ambiguo sulla vicenda Snam». Forse pressato dalla Lega con il leader Matteo Salvini che si è schierato apertamente a favore dell’opera.
«Chiederemo alla Regione di andare avanti nella battaglia legale proponendo ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza di primo grado», ha sottolineato Pizzola nel suo intervento, «non può tirarsi indietro in questo momento e se lo farà ne subirà le conseguenze. Per quel che ci riguarda, oltre la via del ricorso legale, continueremo la nostra battaglia civile e democratica contro un progetto inutile e dannoso per la salute dei cittadini e per l’ambiente», ha concluso Pizzola.
A entrare nel vivo delle motivazioni che oppongono cittadini e istituzioni del territorio all’insediamento Snam è stata Giovanna Margadonna. «La centrale sorgerà a ridosso della faglia del Morrone, che se dovesse svegliarsi, dopo duemila anni di silenzio, provocherebbe un sisma di una potenza di 6 o 7 gradi della scala Richter: un pericolo», ha spiegato la numero due dei Comitati cittadini, «sarebbe un terremoto molto più devastante di quello dell’Aquila, come più volte affermato dall’Ingv».
Ma la contrarietà all’opera della Snam è motivata anche dall’impatto ambientale che secondo gli ambientalisti avrebbe una centrale su un territorio di alto pregio che conta specie rare di flora e fauna: «I fumi e le scorie emessi dai tre camini della centrale danneggerebbero irreparabilmente l’ambiente e una città d’arte come Sulmona, oltre a Pacentro, annoverato tra i Borghi più belli d’Italia». In chiusura del suo intervento, Margadonna ha ricordato l’assenza nella documentazione della Valutazione ambientale strategica, mentre la Via (Valutazione d’impatto ambientale) è da rifare perché scaduta. Più attenzione alle conseguenze della presenza della centrale sulla salute dei cittadini ha chiesto Maurizio Cacchioni, medico sulmonese e rappresentante dell’associazione “Medici per l’ambiente”. «L’emissione di polveri sottili e ossido di azoto hanno un impatto assai grave sulla salute, provocando allergie, asma e bronchite cronica», ha spiegato Cacchioni, «di conseguenza queste patologie porteranno a gravi problemi cardiorespiratori. Sindaci e anche colleghi medici su questi problemi devono farsi sentire di più», ha concluso Cacchioni, «devono essere meno tiepidi, ne va della salute di tutti».
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