«Centrale operativa 118 i lavori possono iniziare»

23 Aprile 2020

Il direttore del Dipartimento Gino Bianchi esorta la Regione ad aprire il cantiere «I soldi sono già disponibili e il piano definitivo è pronto da molto tempo» 

L’AQUILA. «La situazione attuale è che il progetto definitivo è pronto e quindi immediatamente esecutivo. Dunque si può procedere con l’inizio lavori. La realizzazione della Centrale operativa del 118 è un “atto dovuto” e prescinde da ogni altro tipo di considerazione. E non va presa come una “compensazione” per le risorse indirizzate all’Asl di Pescara».
Il dottor Gino Bianchi, direttore del 118 del presidio ospedaliero del San Salvatore, interviene «per fare chiarezza» sul dibattito che è stato innescato dal vicepresidente vicario del consiglio regionale, Roberto Santangelo, sulla costruzione della nuova Centrale operativa del 118.
Bianchi ricorda che prima di Santangelo il problema è stato riportato alla luce sia dal professor Franco Marinangeli, direttore della Rianimazione, sia dal professor Alessandro Grimaldi, primario di Malattie infettive, entrambi in prima linea in questo momento particolare per l’epidemia da Covid-19, insieme al personale tutto del 118.
Bianchi dice che, se si vuole, i lavori possono iniziare subito, «perché i soldi ci sono: oltre 5 milioni di euro, di cui oltre 2 milioni e mezzo messi a disposizione dalla Regione Emilia Romagna subito dopo il terremoto del 2009, 600 mila euro raccolti dal Canada, sempre dopo il sisma, e il resto finanziato per il 95% dallo Stato e il restante 5% dalla Regione Abruzzo».
I soldi ci sono, ma – fa capire il dottor Bianchi – probabilmente manca la volontà politica, «visto che per il nuovo ospedale Covid di Pescara non si è perso tempo». Bianchi ripercorre la storia del progetto della Centrale operativa del 118, «quando eravamo nei container, subito dopo il terremoto del 6 aprile 2009 – non prima di essere passati per breve tempo in una piccolissima struttura ricavata all’interno della caserma della Scuola della Guardia di finanza – e venne a farmi visita il dottor Vigna, a capo di una delegazione della Regione Emilia Romagna. Era maggio del 2009. Da lì nacque l’idea. I progetti erano 3, uno della cifra pari alle donazioni raccolte dall’Emilia Romagna, un altro intermedio e un terzo quello da 5 milioni, poi scelto e approvato sia dalla Asl dell’Aquila, sia dalla Regione Abruzzo. Ma da allora – siamo nel 2014 – grazie a qualche dirigente che ha messo i bastoni tra le ruote a noi, a favore di Pescara-Chieti (vedasi l’Hub e il Dea di secondo livello, subito approvato per quelle due Asl e invece non se ne parla più per L’Aquila-Teramo), tutti si è fermato. Ora si riparla del progetto della Centrale operativa e mai come oggi L’Aquila ha avuto tanta forza all’interno della Regione, tra consiglieri e assessori. Sperando che non ci sia uno scippo dei 5 milioni, intanto», conclude il direttore Gino Bianchi, «speranzoso, ho prenotato il vestito per l’inaugurazione della Centrale operativa del 118 dell’Aquila».
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