Centrale Snam, altro ricorso del Wwf e Salviamo l’orso

24 Agosto 2021

SULMONA. Wwf e Salviamo l’orso non si arrendono e presentano un ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il rilascio dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale) per la centrale Snam. L'att...

SULMONA. Wwf e Salviamo l’orso non si arrendono e presentano un ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il rilascio dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale) per la centrale Snam. L'atto, presentato a inizio agosto, riguarda in particolare il decreto del ministro della Transizione ecologica che ha per oggetto proprio il rilascio di tale autorizzazione per l’esercizio della centrale di compressione della società Snam e dei vari atti connessi di cui le due associazioni chiedono l’annullamento. Nel ricorso, elaborato per conto delle associazioni dall’avvocato Francesco Paolo Febbo, con la collaborazione del professor Stefano Civitarese Matteucci, docente ordinario di diritto pubblico dell’Università di Chieti-Pescara, si sviluppano in sei motivazioni le ragioni per le quali si ritiene necessario annullare il provvedimento Aia. «Un iter iniziato oltre 15 anni or sono», hanno spiegato i responsabili delle associazioni, «quando le condizioni del territorio e del Paese erano enormemente diverse. Non c’erano stati, a esempio, né il terremoto dell’Aquila del 2009 né quello del Centro Italia del 2016. Nel frattempo il ritmo al quale i cambiamenti climatici stanno alterando la biosfera ci ha portato a un passo dal punto di non ritorno e tutti i programmi prevedono un radicale abbattimento dell’uso del metano, i cui effetti negativi sull’atmosfera sono oggi incontestati». L'avvocato Febbo ha individuato una serie di vizi nella procedura di approvazione che ne rendono, a detta delle associazioni, necessario l’annullamento. «Siamo fiduciosi», ha commentato il legale, «nell’accoglimento delle nostre motivazioni o quantomeno nella riapertura della discussione di fronte al Tar. Le nostre ragioni, e quelle della popolazione da sempre ostile all’opera, dovranno essere ascoltate prima che il danno diventi irreparabile». (e.b.)