Centrale Snam nell’ex cava La Regione nega l’intesa

Ennesimo confronto con il governo, ma non si vedono margini per l’accordo La società del gas prosegue col progetto per lo spostamento di pochi metri
SULMONA. Sale la preoccupazione per l’imminente autorizzazione della centrale della Snam, dopo la riunione di ieri a Roma. Nel lungo confronto al governo, infatti, il terzo della serie, è stato accertato che non ci sono i margini di accordo fra le parti, cioè fra la Snam che insiste nel voler realizzare l’impianto in un’area verde a pochi passi dal cimitero sulmonese (seppur più orientata verso una ex cava) e Regione, Provincia e Comune, da sempre contrari. Il confronto è stato aggiornato a venerdì 31 luglio, data in cui il verdetto dovrebbe essere sciolto definitivamente.
Preoccupato il sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli. «È andato in scena l’ennesimo muro contro muro» riferisce all’uscita dal lungo confronto «la Snam non si muove di un passo e dopo la negazione dell’intesa con lo Stato da parte della Regione sulla sede vicina all’ex cava, si potrebbe riprendere in considerazione quella originaria di Case Pente. Noi abbiamo ribadito il nostro no e richiesto uno spostamento in un altro Comune, ma la preoccupazione è tanta perché anche questi confronti non sono serviti ad individuare un'alternativa. Ci troviamo con un nulla di fatto che potrebbe tramutarsi in ben altro fra poco più di un mese».
Dello stesso avviso l’assessore regionale all’Ambiente, Mario Mazzocca, presente anche lui all’incontro. «È stato accertato che non ci sono le condizioni per superare la negazione dell’intesa e trovare un’alternativa» aggiunge dopo il vertice «abbiamo eccepito ancora una volta la documentazione carente della Snam, ma i tecnici hanno preferito rinviare la seduta al 31 luglio. In quella sede o la presidenza del consiglio dei ministri si presenterà con una decisione, dopo avercelo comunicato, oppure rinvierà tutto al ministero dello Sviluppo economico per un'ultima conferenza dei servizi, in caso ci fossero novità fino alla fine del mese prossimo. Il problema è che novità non ce ne sono e che soprattutto non se ne vedono all’orizzonte».
Dalle ultime carte presentate, risulterebbe addirittura che il sito individuato come alternativa nella penultima riunione del 10 giugno scorso sia ancora più vicino a quello originario e non proprio all’interno della ex cava Merolli. «In pratica ci si sposterebbe di pochi metri rispetto alla sede originaria» aggiunge Mazzocca «certo noi ribadiamo il nostro no e oggi era assente il ministero dell’Ambiente, sarà interessante conoscerne il parere nel prossimo confronto».
Sembra, dunque, arrivato davvero l’ultimo giro di boa per il progetto di lungo corso, che la Snam punta a realizzare dal lontano 2004, tirando dritto rispetto alla contrarietà delle amministrazioni locali, della popolazione, dei comitati ambientalisti e di risoluzioni politiche ai vari livelli.
Federica Pantano
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