Centrale Snam, realizzazione al via a maggio
Sono ancora in corso sondaggi e scavi. Ma continua la contestazione degli ambientalisti
SULMONA. C'è una data nel cronoprogramma del nuovo hub del gas di Sulmona. In località Case Pente, dove la società multinazionale vuole insediare l’impianto, i lavori dovrebbero partire il prossimo maggio. Tra quattro mesi si chiuderà la fase preliminare dei sondaggi e degli scavi, imposta dalla normativa, per entrare nel vivo della costruzione della centrale con tre turbo compressori da 11 megawatt che dovranno rianimare il gas in arrivo da sud e metterlo in condizioni di poter viaggiare verso il nord Italia e l’Europa. La guerra in Ucraina ha cambiato drasticamente la geografia dell’energia. Per questo l’opera, come più volte rimarcato dalla Snam, è considerata cruciale nella nuova strategia energetica italiana ed europea con 430 km di condutture tra la centrale di Sulmona e il punto di stoccaggio di Cupello, in provincia di Chieti. L’opera è inserita nei piani decennali di Snam 2014-2023 ed è collegata anche alla “linea Adriatica”, che consentirà di incrementare le capacità di trasporto del gas proveniente dai punti di entrata della rete nazionale ubicati nel Sud Italia, nonché il potenziamento delle reti locali esistenti, l’aumento della flessibilità del sistema e un ulteriore miglioramento del livello di affidabilità per la fornitura, assumendo una valenza strategica per il sistema nazionale, almeno secondo la Snam. Tuttavia l’iniziativa resta osteggiata dagli ambientalisti e dal comitato No hub del gas che non molla la presa e porta avanti la sua battaglia. L’altro giorno i comitati cittadini per l’ambiente sono tornati in Tribunale per verificare lo stato dell’arte degli esposti presentati all’autorità giudiziaria. Tra i vari filoni, si è appreso che la Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo sulle 22 prescrizioni a cui, secondo i comitati, la multinazionale non avrebbe ottemperato, allestendo anzitempo il cantiere di Case Pente. C’è poi il ricorso del Comune di Sulmona al Tar contro il via libera del comitato regionale e, stando sempre a quanto denunciato dagli attivisti, mancherebbe anche il piano archeologico. «Non molliamo di un centimetro», rincarano gli ambientalisti. (a.d.a.)
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