Centrale Snam, si va al Consiglio di Stato

27 Giugno 2019

L’avvocato incaricato dai Comuni: «La sentenza del Tar è carente». La consigliera Scoccia dà la sveglia alla Regione

SULMONA. Un mese per le memorie. E poi via al ricorso al Consiglio di Stato per tentare di fermare la realizzazione della centrale di compressione Snam. È l’avvocato Alfonso Celotto, incaricato da Sulmona e dagli altri Comuni a combattere la battaglia contro la Snam e contro un’opera che il territorio non vuole, che lo ha affermato al termine del primo dei due giorni di incontri che il sindaco Annamaria Casini ha voluto e organizzato insieme ai Comitati cittadini contro la realizzazione del metanodotto e della centrale. Contestazioni che arrivano dopo il via libera alla Snam dato dal Tar Lazio. «La sentenza di primo grado presenta evidenti carenze», ha detto Celotto, «soprattutto quella della scadenza della Valutazione di impatto ambientale, non rispettando in questo modo la legge che prevede che l’autorizzazione faccia riferimento a un determinato periodo. Non solo andranno messi in evidenza gli aspetti tecnico-giuridici che ci portano a essere contrari alla realizzazione della centrale della Snam a Case Pente, ma anche le motivazioni che vengono dal territorio, dagli amministratori locali, dalle associazioni e dai cittadini contrari a questo progetto».
Il sindaco Annamaria Casini ha aggiunto: «Occorre che la Regione sciolga rapidamente la riserva sulla sua posizione perché, prima ancora che tecnica, riteniamo che la scelta sia politica in relazione alla volontà o meno di ascoltare le ragioni e le posizioni di un intero territorio».
Un chiaro messaggio per il presidente Marco Marsilio che ancora non scioglie la riserva se continuare o meno con il ricorso anche in sede di Consiglio di Stato. Una sveglia nei confronti del governo regionale è arrivata anche dalla consigliera di maggioranza Marianna Scoccia.
«La Regione faccia una levata di scudi contro un’opera impattante sul territorio e oltretutto anacronistica, rispetto al forte sviluppo di energie rinnovabili», ha sottolineato Scoccia, «è un’opera che oltre a inficiare l’attrattività turistica del nostro territorio, mina la serenità dei cittadini». In aula, oltre ai Comitati cittadini, sono stati presenti anche esponenti delle associazioni ambientaliste abruzzesi, la senatrice Gabriella Di Girolamo, i consiglieri regionali Marianna Scoccia, Giovanni Legnini, Giorgio Fedele, Mario Mazzocca, il presidente del Wwf Abruzzo, Luciano Di Tizio, il presidente Legambiente Abruzzo, Giuseppe Di Marco.
Oggi si riprende alle 15.30 nell’aula consiliare del Comune di Sulmona con il secondo appuntamento: si proseguirà analizzando le ragioni del no al progetto Snam alla presenza di esperti e autorevoli relatori del mondo accademico e scientifico che analizzeranno i rischi del progetto Snam, ritenuto opera dannosa e non strategica.
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