Centrale turbogas, nuovo allarme I medici: «Più rischi per la salute»

26 Febbraio 2022

Cacchioni, Ranalli e Proietti: «In questo territorio l’inquinamento viene aggravato dagli effetti climatici Studi importanti accertano la connessione tra la presenza di polveri sottili e l’aumento di malattie»

SULMONA. «Se dovessero essere attivate le due centrali a termo combustione, quella Snam di Case Pente e la turbogas in via di ultimazione all’interno del nucleo industriale, la Valle Peligna rischierebbe di diventare una delle zone più inquinate d’Italia con effetti devastanti per la salute di chi ci vive e lavora». A lanciare l’Sos i “Medici per l’ambiente” che ieri mattina, in una conferenza stampa, hanno spiegato i possibili effetti prodotti dalle due centrali sulla salute degli abitanti della conca peligna. Entro la fine dell’anno sarà ultimato il primo impianto; si tratta di quello che sta nascendo nel nucleo industriale di Sulmona, secondo gli ambientalisti «nel colpevole silenzio della politica». Malgrado il progetto sia stato annunciato da mesi.
LA PREVENZIONE
«Siamo medici e il nostro compito è fare prevenzione», ha spiegato Maurizio Cacchioni in rappresentanza della Finmg. «Non abbiamo il potere di decidere, possiamo spiegare solo quali sarebbero le conseguenze: è chiaro, infatti, che un ambiente inquinato è fonte di malattie gravi. Studi importanti hanno accertato, per esempio, la connessione tra la diffusione di polveri nell’aria e l’insorgenza di tumori. La fragilità della nostra salute è stata dimostrata dalla pandemia e per fare scudo alla salute bisogna anzitutto combattere agenti inquinanti».
L’INVERSIONE TERMICA
«La presenza di una centrale turbogas, che produca inquinamento nell’ambiente, viene aggravata dal fenomeno dell’inversione termica», ha voluto sottolineare il medico Roberto Ranalli, tra i rappresentanti dell’organizzazione dei “Medici per l’ambiente”. «Durante la notte il terreno si raffredda accogliendo tutti gli agenti inquinanti sprigionati nell’atmosfera che restano impressi sul terreno stesso», ha spiegato l’esperto, «agenti inquinanti che vengono diradati solo nel giorno successivo quando il clima si riscalda, favorito dal sole e quindi dal rialzo delle temperature. È il fenomeno del moto di convezione».
MALATTIE E INQUINAMENTO
In base a uno studio su una centrale gemella realizzata in Puglia, il medico e consigliere provinciale e comunale Maurizio Proietti ha posto l’attenzione sulla pericolosità delle polveri sottili e sulle malattie favorite dall’inquinamento. «Malattie a carico dell’apparato polmonare, di quello cardiocircolatorio, un’incidenza molto accentuata di infarti e poi patologie endocrine e infine tumori», ha precisato Proietti sottolineando di non voler fare terrorismo. «Nei bambini aumenta il rischio di diabete e di asma, mentre nelle persone sane l’inquinamento prodotto dalla combustione del gas anticipa la morte di 4 o 5 anni».
UN CONVEGNO
I medici hanno annunciato di voler affrontare il tema delle ripercussioni delle centrali sull’ambiente e sulla salute nell’ambito di un convegno che si svolgerà prossimamente a Sulmona. In particolare saranno esaminati i dati raccolti in uno studio effettuato nella città di Modugno, in provincia di Bari, dove è stata realizzata una centrale turbogas con le stesse caratteristiche di quella in via di ultimazione a Sulmona e della seconda a servizio del metanodotto Snam, che dovrebbe sorgere in località Case Pente: una a nord della ce l’altra a sud del capoluogo peligno.
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