Centri estivi, al Comune in arrivo 172mila euro

22 Giugno 2020

Pezzopane e Di Giovambattista (Pd): «Si può fare un gran lavoro con le famiglie Ora l’ente coinvolga le associazioni e i centri estivi che hanno già esperienza»

L’AQUILA. Piovono soldi sui centri estivi. Ai 40mila euro del Comune si aggiungono i 172mila assegnati dal governo. L’annuncio arriva dalla deputata Pd Stefania Pezzopane e dalla segretaria del Pd aquilano Emanuela Di Giovambattista.
«L’emergenza Covid ha ridotto le relazioni sociali e gli spazi comunitari», scrivono. «Il governo ha promosso un vero e proprio “Piano per l’infanzia” e questa è la prima importante mossa. Ora, pur nelle regole, bisogna riaprire tutti gli spazi di socialità. I bambini e gli adolescenti hanno dovuto rinunciare a scuola, gioco, spazi comunitari. Ci siamo posti il problema di sostenere e rafforzare la ripresa delle attività estive da parte dei Comuni. E con i ministri Gualtieri e Bonetti abbiamo adottato uno strumento importante che porterà al Comune dell’Aquila oltre 172.000 euro per attivare centri estivi per bambini e ragazzi dai 3 anni ai 14. È un’ottima notizia per le famiglie e per l’amministrazione che da anni già con proprie risorse effettuava un importante servizio. Ora avrà, oltre i fondi comunali che nel vigente Piano sociale sono 40.000 euro, ulteriori 172.000 euro con cui potrà potenziare il servizio e offrire ai nostri figli una maggiore copertura e servizi con minori costi a carico delle famiglie. La copertura è per i mesi giugno/settembre, per dare un servizio capillare e rapido, perché le risorse arriveranno subito con una anticipazione di tesoreria. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale coinvolga tutte le associazioni già sperimentate e i centri estivi che hanno esperienze pluriennali e non adotti procedure lente e comportamenti discriminatori come accaduto per i fondi del governo per i buoni spesa. Bisogna dare risposte efficaci ai nostri ragazzi. Per questo», concludono Pezzopane e Di Giovambattista, «abbiamo lavorato e stimolato il governo ad adottare questa misura straordinaria».(e.n.)
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