Centri vaccini sotto assedio File, proteste e affollamenti

23 Aprile 2021

Polizia chiamata ogni giorno tra Bazzano e via Ficara, l’Asl cerca una soluzione

L’AQUILA. File, attese, assembramenti. Continuano i disagi nei due centri vaccinali della città. La situazione è peggiorata da quando è entrato in funzione il sistema di prenotazione di Poste Italiane, che fissa gli appuntamenti con un margine di un’ora, consigliando anche di raggiungere la sede con anticipo. Ieri per calmare gli animi dei cittadini esasperati è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine in entrambi i punti di somministrazione: polizia sia a Bazzano sia in zona ospedale. I problemi maggiori riguardano la struttura di via Ficara, ospitata nel Musp di un ex asilo, tanto che l’Asl, come conferma il responsabile del dipartimento di Prevenzione Domenico Pompei, sta studiando la possibilità di allestire un terzo hub cittadino. Alla luce dei disservizi diventati ormai quotidiani, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci sollecita l’individuazione di una sede più idonea e funzionale. Intanto ieri in Abruzzo sono arrivate, scortate dall’esercito, 3850 dosi del vaccino Johnson & Johnson, di cui 900 consegnate al San Salvatore. A essere carente, nell’Asl aquilana, è il vaccino Pfizer, mentre le rinunce per AstraZeneca restano nell’ordine del 30%.
FILE E PROTESTE. Le segnalazioni dei disagi sono ormai all’ordine del giorno: c’è chi si mette in fila ed è costretto ad aspettare all’esterno, nonostante il freddo o la pioggia. Chi lamenta attese di ore, rispetto all’appuntamento fissato. Altri ancora denunciano assembramenti, discussioni col personale sanitario, mancanza di vaccini per le categorie a rischio, ritardi per l’arrivo delle dosi, nervi che saltano. La situazione diventa particolarmente pesante per anziani e persone con fragilità. Alla fine qualcuno, esasperato, si rivolge alle forze dell’ordine. «Purtroppo con la prenotazione tramite il portale di Poste», spiega il direttore Pompei, «l’appuntamento per il vaccino viene fissato entro una fascia temporale di un’ora. Molti arrivano con largo anticipo e vanno ad aggiungersi a coloro che sono stati convocati dall’Asl per i richiami: è inevitabile che si formino file e assembramenti. Proprio per “scaricare” l’alta affluenza su via Ficara e migliorare il servizio», dice Pompei, «stiamo ipotizzando l’attivazione di un’ulteriore centro vaccinale, vagliando alcune localizzazioni».
PIETRUCCI. A sollecitare un’alternativa alla sede di via Ficara all’Asl diretta da Roberto Testa è il consigliere regionale Pietrucci: «Dopo le difficoltà, i disagi e i disservizi registrati al centro vaccinale di via Ficara, ho nuovamente sollecitato i vertici istituzionali a individuare nuove e migliori soluzioni logistiche e organizzative, con spazi adeguati e la possibilità di organizzare il servizio con rispetto degli operatori e dei cittadini. Da ambienti del management sanitario raccolgo la disponibilità ad affrontare il problema. Invito pertanto l’Asl 1 e il Comune», sottolinea Pietrucci, «a individuare concordemente e predisporre in tempi rapidissimi una struttura più idonea e funzionale, all’altezza della migliore efficienza che le prossime, decisive settimane richiederanno per intensificare la campagna».
IL CASO. «Ho fatto la fila, con in mano il modulo, accuratamente compilato, andando a ricercare con pazienza tutti i miei referti medici dei decenni passati, per scrivere con precisione i miei interventi chirurgici. Lavoro inutile in quanto nessuno l’ha voluto leggere». La segnalazione è di un cittadino che riferisce di un diverbio con una dottoressa, «rischiando un malore nel punto vaccinale».
RINGRAZIAMENTI. L’Aida, l’Associazione insieme per i diritti degli anziani, ha inviato al comando provinciale dei carabinieri una lettera di ringraziamento per il supporto offerto nella prenotazione telematica della vaccinazione: «Un ringraziamento e dunque un riconoscimento al ruolo dell’Arma», si legge nella missiva, «che nella storia del nostro Paese è stata sempre al fianco del cittadino non solo per garantirne la sicurezza, il pacifico e ordinato svolgimento della vita sociale, ma anche per aiutarlo a far fronte ad avvenimenti straordinari come calamità naturali e disastri ambientali. Un modo di essere discretamente presenti nella vita delle persone, che ha generato la convinzione di potersi sempre rivolgere a un’istituzione dello Stato per essere ascoltati, aiutati, protetti».