Centro antiviolenza, pubblicato l’appalto

20 Maggio 2019

In Gazzetta ufficiale il bando da 2,5 milioni per il restauro dell’edificio accanto alla basilica di Collemaggio

L’AQUILA. Pubblicata in Gazzetta ufficiale la gara d’appalto per i lavori di consolidamento e ristrutturazione della parte del complesso conventuale di Collemaggio, di proprietà della Provincia, nella quale troverà spazio il Centro antiviolenza.
L’importo a base d’asta per i lavori di recupero dell’edificio, danneggiato dal terremoto, è di circa 2,5 milioni. Tempi dunque ancora lunghi per la nascita di una sede da destinare a centro antiviolenza e “casa rifugio” per le donne vittime di abusi e violenze, da anni chiesta dalle donne che animano e sostengono l’associazione Donatella Tellini, costituita dal Centro antiviolenza per le donne e dalla biblioteca delle donne, temporaneamente ospitata nei locali di via Colagrande 12.
La presidente Simona Giannangeli ha scritto una lettera aperta al sindaco Pierluigi Biondi per chiedere un incontro «per poter discutere della realizzazione di una casa rifugio per le donne che subiscono violenza». A oggi l’unico punto di riferimento per le donne vittime di violenza maschile è la piccola sede di via Colagrande, individuata dalla passata amministrazione dopo che aveva ospitato alcuni settori comunali nel post-sisma. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale la nascita del Centro antiviolenza prende, dunque, una strada più concreta. Stazione appaltante è il Provveditorato alle Opere pubbliche diretto da Vittorio Federico Rapisarda con cui la Provincia ha stretto una convenzione. A curare il progetto architettonico è lo studio ingegneristico di Gaetano Palucci, responsabile del procedimento è il dirigente tecnico del Provveditorato Gennaro Di Maio. Importanti i lavori di consolidamento che dovranno essere eseguiti per rendere antisismico l’edificio, essendo la struttura “altamente vulnerabile”, motivo per cui nel progetto è prevista, tra i vari interventi, anche la realizzazione di una struttura in acciaio all’interno dei maschi murari perimetrali che porterà l’edificio a raggiungere il 74% del livello di sicurezza. In particolare, il Centro antiviolenza sarà collocato sul lato Ovest del piano terra, mentre al primo piano verranno realizzati i servizi foresteria e gli spazi dell’associazione “Donne terremutate”. Il tutto a pochi giorni dall’ultima donazione di 35mila euro che le “Amiche per l’Abruzzo” hanno fatto al Centro antiviolenza, risorse provenienti dai diritti connessi al Dvd sul grande concerto che si tenne a Milano nel 2009. L’avvocata Giannangeli chiede al Comune d’individuare una struttura di riferimento temporanea per il Centro antiviolenza.