Centro autistico chiuso, si corre ai ripari

17 Gennaio 2018

Pratola, assistenza a domicilio per gli ospiti del servizio diurno e trasferimento provvisorio per i pazienti psichiatrici

PRATOLA PELIGNA. Una corsa contro il tempo per ottenere le certificazioni necessarie per poter riaprire la struttura della Asl che fino all’altro giorno ospitava i pazienti psichiatrici e il centro diurno per l’autismo. Struttura chiusa in seguito a un’ispezione dei carabinieri del Nas che hanno rilevato l’assenza di numerosi documenti, che Asl e Regione avrebbero dovuto produrre, senza i quali la sede, inaugurata in pompa magna appena undici mesi fa, non potrà riaprire i battenti. Un’eventualità questa che tutti vogliono assolutamente scongiurare. Così accantonate, almeno per il momento, le polemiche sulle responsabilità di un’apertura disposta senza avere “le carte in regola”, il sindaco Antonella Di Nino e il manager della Asl Rinaldo Tordera incontreranno oggi a Pescara i responsabili del settore. L’obiettivo è quello di perfezionare gli atti amministrativi per poter al più presto sanare la situazione. La Di Nino ha predisposto anche una relazione, già inviata a tutti gli enti competenti, sullo stato dell’arte, proprio per evitare altre perdite di tempo. Intanto, la Asl ha messo in piedi un piano per tamponare l’emergenza ed evitare l’interruzione del servizio, così come sollecitato anche dall’associazione “Autismo Abruzzo onlus” e dal suo presidente Dario Verzulli. Un piano che prevede, già a partire da oggi, il trasferimento all’Aquila e ad Avezzano dei pazienti affetti da disturbi psichici e l’assistenza a domicilio per gli ospiti del centro diurno per l’autismo. «Dei sei pazienti della struttura psichiatrica, 3 saranno seguiti a Bazzano e 3 ad Avezzano, mentre i 9 ospiti del centro autistico saranno invece assistiti a domicilio o all’interno di contesti sociali». Ad affermarlo è lo stesso manager della Asl che parla di «soluzioni provvisorie». «Più in particolare», afferma Tordera, «tre pazienti sono stati assegnati a una casa famiglia che ha la sede al Progetto Case a Bazzano, mentre gli altri tre andranno ad Avezzano nella struttura residenziale protetta “La Crisalide”. Tutti i pazienti saranno seguiti giorno e notte dagli stessi operatori sanitari della cooperativa “Lavoriamo insieme”, in servizio a Pratola, che si sposteranno nelle nuove temporanee sedi di lavoro.
«I nove pazienti del centro diurno per l’autismo», spiega Tordera, «verranno, invece, seguiti a domicilio dal team delle cooperative “Polis” e “Nuova dimensione”, che già operano a Pratola Peligna, oppure in contesti sociali ad hoc, per esempio all’interno di attività sportive o di altra natura». E poi le scuse di Tordera alle famiglie e agli stessi pazienti «per il disagio che questa situazione sta arrecando. Stiamo operando in stretta sinergia con il Comune di Pratola per poter ripristinare al più presto la normale attività di assistenza».
«Una riapertura rapida della struttura, la cui attività non può restare sospesa per dei “cavilli”, delle carte che qualcuno per leggerezza o per strane coincidenze non ha prodotto». Questa la richiesta di Verzulli che preme «per la riapertura della struttura interamente gestita dalla Asl, così come quella dell’Aquila. «Due casi unici e questo è per noi genitori motivo di grande orgoglio. Le prescrizioni del Nas erano a nostro avviso sanabili senza dover arrivare alla sospensione dell’attività. Questa è una struttura della Asl interamente risistemata, un fiore all’occhiello. È stato faticoso arrivare all’apertura ed ora assistiamo a questa situazione stranissima che va a colpire un sistema che per una volta predilige la struttura pubblica, come da noi auspicato, a svantaggio di quelle private».
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