Centro “Canada”: si sblocca la pratica per la riapertura

L’AQUILA. Si sblocca la pratica per riaprire il centro polifunzionale “Canada” di Coppito, chiuso dal Natale scorso. Lo annuncia l’Azienda per il diritto allo studio universitario Adsu, che nei...
L’AQUILA. Si sblocca la pratica per riaprire il centro polifunzionale “Canada” di Coppito, chiuso dal Natale scorso. Lo annuncia l’Azienda per il diritto allo studio universitario Adsu, che nei giorni scorsi ha affidato la progettazione degli interventi necessari. «La finalità è stringere i tempi per effettuare la manutenzione ordinaria e straordinaria e riaprire una struttura realizzata nel post-sisma che rappresenta un servizio fondamentale per gli studenti universitari per attività di studio, ricreative e sportive», come scrive l’Adsu. Il progetto per gli interventi dovrà essere pronto entro una settimana, come recita la determina del 3 aprile a firma della neo direttrice dell’azienda Paola Di Salvatore con cui viene affidato l’incarico all’ingegnere Gianluca Cherubini per 9.500 euro.
«Il nostro obiettivo è di riaprire la struttura in tempi molto brevi», spiega la presidente dell’Adsu aquilana Eliana Morgante, «siamo coscienti che il centro polifunzionale sia molto importante per i nostri studenti». Come spiega l’azienda, «l’incarico è stato affidato in modo diretto, essendo l’importo sotto la soglia economica oltre cui necessita la gara o la ricerca di mercato, ferma restando però l’esigenza che siano scelti soggetti in possesso di pregresse e documentate esperienze analoghe a quelle oggetto di affidamento, anche individuati tra coloro che risultano iscritti in elenchi o albi istituiti dalla stazione appaltante, comunque nel rispetto del principio di rotazione. Entro una settimana dal conferimento dell’incarico, il professionista dovrà effettuare il rilievo dello stato di fatto dell’immobile, effettuare l’analisi ed eventuali modifiche del Piano di manutenzione, progettare opere, lavorazioni e attività necessarie alla riapertura del centro polivalente, predisponendo, infine, il Piano di manutenzione ordinaria e straordinaria a cui assoggettare l’immobile dalla riapertura in poi».

