Centro di accoglienza, via allo sgombero

24 Maggio 2019

Il prefetto non dà la deroga, i migranti ospiti dell’Europa Park hotel trasferiti in altre realtà provinciali

SULMONA. Il prefetto non concede la proroga e ordina lo sgombero immediato del centro di accoglienza di Sulmona. È iniziato da ieri mattina lo sgombero dei locali dell’Europa Park hotel che da tre anni dà ospitalità agli immigrati assegnati a Sulmona, su disposizione proprio del prefetto che individuò l’ex albergo come sede di un centro di accoglienza insieme all’altro, poi chiuso perché dichiarato inagibile, nel palazzo che ha ospitato per tanti anni la sede dell’ex Democrazia cristiana lungo corso Ovidio. All’origine dello sgombero c’è il fatto che la cooperativa Nuovi Orizzonti Sociali che ha in gestione la struttura, e quindi il centro di accoglienza non ha partecipato, al bando relativo all’accoglienza di migranti sperando in una proroga almeno fino a luglio dell’attuale convenzione, economicamente più vantaggiosa rispetto alla nuova. Una speranza, però, che è stata vanificata dalla repentina comunicazione della prefettura che ha disposto lo sgombero immediato. Con molta probabilità i 29 migranti che erano ospiti dell’ex Europa Park Hotel saranno dislocati nei centri di Pettorano sul Gizio, a Castel di Sangro e in altre realtà della provincia dell’Aquila. A questo punto l’inaspettata chiusura del centro di accoglienza potrebbe dare una decisa accelerata al progetto che prevede la realizzazione nell’ex struttura alberghiera che, attualmente versa in condizioni di degrado come testimoniato nel marzo scorso da un nostro servizio, di una casa di cura per anziani malati di Alzheimer.
Dopo alcune traversìe amministrative, con ricorsi anche al Tar e al Consiglio di Stato, la conferenza dei servizi ha dato il nulla osta alla realizzazione della struttura sanitaria. La struttura disporrebbe di circa 80 posti letto, con l’assistenza qualificata di una ventina di operatori. L’investimento per la realizzazione della casa di cura, stando al progetto predisposto già da tempo, si aggirerebbe sui 5 milioni di euro. La struttura alberghiera è di proprietà dell’imprenditore marsicano Antonio Rubeo che qualche anno fa rilevò anche l’ex stabilimento produttivo della Ericsson, parte del quale ospita la sede della Saca, con l’intenzione di realizzare un centro commerciale. Progetto poi vanificato nel nulla. (c.l.)
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