Centro mentale, arriva la sede I sindacati alla Asl: inadeguata

10 Settembre 2014

SULMONA. A sei mesi dall’ispezione dei Nas arriva la soluzione per il Centro di salute mentale. La piccola e inadeguata struttura di viale Mazzini sarà trasferita nell’ex sede della Croce rossa alla...

SULMONA. A sei mesi dall’ispezione dei Nas arriva la soluzione per il Centro di salute mentale. La piccola e inadeguata struttura di viale Mazzini sarà trasferita nell’ex sede della Croce rossa alla zona artigianale.

In un’area lontana alcuni chilometri dal centro cittadino e dall’ospedale, che viene bocciata da sindacati e addetti ai lavori. Nei mesi scorsi Dante Del Giovane, responsabile di “Percorsi”, l’associazione regionale familiari per la tutela della salute mentale, aveva rinnovato l’appello per una soluzione in tempi rapidi e che andasse incontro alle esigenze di integrazione dei pazienti.

«Questa soluzione provvisoria trovata in extremis dimostra la incapacità della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila di dare risposte logistiche ed organizzative serie e concrete alle esigenze degli operatori e degli utenti della salute mentale della zona peligno-sangrina» protestano lo psichiatra Massimo Tardio della Cisal Fpc e Antonio Santilli del Nursind «la soluzione adombrata non tiene conto del benessere dei pazienti e della lotta continua contro lo stigma che ogni giorno si combatte. In più è strutturalmente inadeguata, non è centrale alla città, non è facilmente raggiungibile e non è servita adeguatamente da mezzi pubblici, è isolata dal cotesto della vita cittadina, è esposta ad atti vandalici e delinquenziali, squalifica l’azione terapeutica equiparandola ad una banale officina della mente mettendola in una specie di scatolone giallo alla zona artigianale». I sindacati lanciano l’allarme anche sulla sede di Castel di Sangro del Csm. «Da anni le attuali sedi dei Centri di salute mentale di Sulmona e di Castel di Sangro sono considerate inadeguate e carenti» continuano Tardio e Santilli «la sede del Csm di Sulmona, oltre a varie segnalazioni degli operatori fatte nel corso degli anni, è stata oggetto di un’ispezione dei Nas. La sede del Csm di Castel di Sangro deve trasferirsi perché non rispetta le basilari norme di accreditamento sanitario e anche per consentire al Comune gli interventi edilizi strutturali. La minaccia di chiudere i servizi di salute mentale perché non ci sono soluzioni strutturali per i servizi pubblici e trasferirli ad Avezzano o all’Aquila rientra forse nella strategia sistematica di spoliazione di servizi sanitari nei nostri territori».

Il Dipartimento di salute mentale si occupa della cura e della riabilitazione del disagio psichico, del disturbo mentale e delle disabilità psicofisiche delle persone per l’intero arco della vita. Sono tre i medici e gli assistenti sociali che con 4 psicologi si occupano di mille e 200 i pazienti, 400 sulmonesi e 800 del circondario.

Federica Pantano

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