Centro merci, al via la nuova gara Gestione di 29 anni per 36 milioni

La Regione Abruzzo ci riprova: l’aggiudicazione avverrà secondo il criterio dell’offerta più vantaggiosa Una storia tormentata: costato 40 milioni e rimasto incompiuto, utilizzato nel post-terremoto 2009
AVEZZANO. Al via una nuova gara per l’affidamento della gestione operativa dell’Interporto di Avezzano, rimasto incompiuto da anni e finora utilizzato per scopi ben diversi. Lo ha stabilito la Regione Abruzzo. Il valore della concessione, della durata di 29 anni, è pari a 36 milioni 540mila euro (al netto dell’Iva). Si tratta di una svolta, dopo anni di finte inaugurazioni della struttura, destinata a dare nuova linfa all’economia locale.
L’aggiudicazione della gestione del Centro merci della Marsica avverrà secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. In base all’accordo collaborativo con Regione Lazio, la procedura, indetta dall’Agenzia regionale per l’Informatica e committenza dell’Abruzzo, si svolgerà attraverso l’utilizzo di “Sistema acquisti telematici della Regione Lazio – S.tel.la”.
LA GARA ANNULLATA
La gara precedente, vinta dall’unica società partecipante, era stata annullata per un vizio di forma.
A marzo scorso, dopo anni di attesa, l’unica volta che la gara si era tenuta, aveva visto l’esclusione della sola società che aveva risposto. Era infatti stata rilevata la mancata presentazione del contributo di gara, una somma di poche centinaia di euro che va versata quando si risponde a un bando.
La società esclusa dalla gara europea per l’affidamento del centro merci è la Alba Minerali srl di Avezzano di cui è legale rappresentante Marco Salucci e che vede come azionista di maggioranza l’imprenditore avezzanese Gianluca Pellino.
Mentre si era in attesa di un’assegnazione per la gestione, su proposta del governatore Marco Marsilio, era stata disposta dalla giunta regionale «la permanenza e l’utilizzo da parte della Croce rossa italiana fino alla cessazione dell’attuale crisi internazionale e umanitaria determinata dalla guerra tra Russia e Ucraina».
LA STORIA
La mega-struttura alle porte di Avezzano – si trova in prossimità del casello autostradale – occupa un’area di 450mila metri quadrati. Al suo interno ospita una palazzina direzionale, dieci capannoni prefabbricati, un piazzale con viabilità interna. Grazie alla sua posizione strategica vanta collegamenti importanti come l’autostrada e la superstrada del Liri, e ferroviari come la linea Roma-Pescara. Messa in cantiere un quarto di secolo fa è costata finora 40 milioni di euro di fondi pubblici. Inaugurata più volte, doveva dare linfa vitale allo sviluppo del territorio, in realtà è stata utilizzata per grandi emergenze come il terremoto dell’Aquila del 2009. Durante l’emergenza sanitaria alcuni amministratori locali avevano richiesto che vi fosse allestito un ospedale da campo in supporto della struttura sanitaria di Avezzano. Invece, poi, nel piazzale del Centro merci è stato allestito un drive-in per i tamponi molecolari di massa effettuati da un apposito personale della Asl. Durante l’emergenza afghana ha aperto i cancelli a 200 famiglie, ospitando 1330 i profughi, tra uomini, donne e bambini in fuga dai talebani. Inserito nel più ampio progetto delle cosiddette Zone economiche speciali (Zes), dall’Interporto sono partiti tir carichi di aiuti per il popolo ucraino. La struttura si è rivelata utile anche nella più recente evacuazione di massa per il disinnesco di una bomba della Seconda guerra mondiale.
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