Centro, negozianti divisi sulla Ztl

30 Marzo 2022

In 50 scrivono al Comune: attività favorite anche dall’area pedonale urbana

SULMONA. In cinquanta tra commercianti, albergatori e ristoratori chiedono all’amministrazione comunale di non tornare indietro su Area pedonale urbana (Apu) e Zona a traffico limitato (Ztl). È un andirivieni di missive a palazzo San Francesco dove l’assessore alla Viabilità, Attilio D’Andrea e quello al Centro storico, Catia Di Nisio, stanno mettendo mano ai regolamenti dell’area pedonale urbana e della zona a traffico limitato che spesso di sovrappongono e creano confusione. La notizia aveva fatto scattare l’allarme tra le associazioni di categoria che avevano lanciato un appello agli amministratori chiedendo di non prevedere ulteriori chiusure nel centro. D’Andrea e Di Nisio avevano chiarito immediatamente che non sarebbero tornanti indietro, ma avrebbero verificato le norme in vigore. Nelle ultime ore sul tavolo della giunta comunale è arrivata una nuova lettera a firma di cinquanta tra commercianti, albergatori e ristoratori che chiedono di non fare passi indietro. «Ogni volta che si parla di traffico questa città si divide», hanno spiegato in una nota gli imprenditori, «alcuni commercianti e quattro associazioni vorrebbero il ripristino della Ztl e non il passaggio alle regole estive decise l’anno scorso dalla vecchia amministrazione. Tornare indietro ci sembra assurdo, ci sono ben 50 realtà e molte firme depositate in Comune per scongiurarlo. Molti titolari di b&b, ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie, negozi di confetti e abbigliamento», proseguono, «vorrebbero addirittura il centro storico chiuso al traffico 24 ore al giorno. Le nostre prospettive sono rosee: di anno in anno l’affluenza turistica di qualità è sempre più abbondante e per fare tutto questo gli imprenditori investono per lo sviluppo del settore. Per fortuna i risultati ci sono. Le attività che vogliono il ritorno alla vecchia Ztl non si rinnovano dagli anni Ottanta e non puntano a un modello di commercio diverso». Infine gli imprenditori hanno fatto notare come «negli ultimi due anni nonostante la pandemia hanno aperto almeno 15 nuove attività e sono in procinto di tagliare il nastro altri due ristoranti e una pasticceria, tutti lungo il corso, che hanno bisogno di spazi all’aperto per tavoli, sedi e ombrelloni, apparsi copiosi nella nostra città grazie all’Apu. L’anno scorso abbiamo avuto un boom di presenze: chi ne ha saputo approfittare, oggi non si lamenta», concludono. (e.b.)
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