Centro per l’autismo Per la riapertura si punta sulla sanatoria

Di Nino e Tordera in Regione per trovare soluzioni rapide I genitori dei pazienti: uno stop che ci riporta indietro di anni
PRATOLA PELIGNA. Macchina amministrativa in piena attività per arrivare ad una rapida riapertura del centro per l’autismo di Pratola Peligna. La struttura di Capo la Croce, chiusa in seguito a un controllo dei carabinieri del Nas che avevano rilevato gravi carenze nella documentazione necessaria al rispetto delle normative, potrebbe ottenere una sanatoria.
«Abbiamo già redatto un primo documento di chiarimenti propedeutico alla sanatoria che verrà rilasciata dal nostro Comune per la riapertura in tempi strettissimi del centro per l’autismo», ha detto, a margine di una riunione tenuta ieri mattina nella sede della Regione a Pescara, il sindaco di Pratola Antonella Di Nino. «Stiamo lavorando sulle verifiche dei bisogni anche per il centro psichiatrico e contiamo di trovare soluzioni nei prossimi giorni. Il tutto sempre che non vengano fuori altre inattese problematiche». Alla riunione ha partecipato anche il direttore generale della Asl Rinaldo Tordera, che ha già disposto soluzioni “tampone” volte a non interrompere l’assistenza finora garantita sia ai pazienti affetti da disturbi psichiatrici che agli ospiti del centro diurno per l’autismo.
Con Tordera e il sindaco Di Nino anche i responsabili regionali del settore, insieme per trovare una soluzione rapida al problema che sta provocando disagi e sofferenze ai pazienti e alle loro famiglie.
«La chiusura è stato un vero e proprio colpo», ha detto Antonio Bencivenga del Comitato genitori per il centro autismo di Pratola Peligna. «Siamo andati a prendere i nostri ragazzi e sulla via di casa ci è arrivata la telefonata che ci avvisava di non riportarli il giorno dopo in quanto il centro sarebbe rimasto chiuso. Ora non ci resta che sperare in una rapida soluzione delle problematiche e in un riavvio delle attività. Come comitato», ha concluso, «abbiamo atteso l’apertura di questo centro per anni, ora questo stop ci riporta indietro di anni. Ogni cambiamento o interruzione dell’attività, infatti, può comportare per chi ha questa patologia delle pesanti regressioni. Nella migliore delle ipotesi si va incontro a situazioni di malessere».
Anche per questo l’amministrazione comunale e le cooperative che si occupano del centro diurno per autistici sono al lavoro per trovare dei locali dove poter ospitare i pazienti in alternativa all’assistenza domiciliare disposta dalla Asl per garantire ai pazienti di poter continuare la terapia.
«Spero in una rapida soluzione di questa vicenda che sta creando tanti disagi», ha detto l’ex sindaco Antonio De Crescentiis, che il 24 febbraio dello scorso anno aveva inaugurato la struttura entrata poi in funzione alcuni mesi dopo. «Insieme ai familiari dei ragazzi abbiamo tenuto tanto a questo centro, a gestione pubblica, che deve riaprire al più presto i battenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

