Centro per l’autismo Procedono i lavori

PRATOLA PELIGNA. Comitati fiduciosi e lavori di riqualificazione che cominciano a dare i primi frutti. Si tratta dell’ex centro di assistenza per anziani di Pratola Peligna, interessata da...
PRATOLA PELIGNA. Comitati fiduciosi e lavori di riqualificazione che cominciano a dare i primi frutti. Si tratta dell’ex centro di assistenza per anziani di Pratola Peligna, interessata da interventi per la trasformazione in un centro per l’autismo a valenza regionale.
«I lavori procedono», affermano Antonio Bencivenga e Annarita D’Amico, del comitato per un centro autistico a Pratola, «siamo fiduciosi e crediamo che il centro possa aprire per giugno prossimo, così come previsto. Inoltre, sono evidenti i miglioramenti fatti all’esterno della struttura e i cantieri sono andati avanti nonostante qualche interruzione capitata nei giorni di freddo e pioggia intensa». Diversi gli interventi portati a termine anche all’interno del nuovo centro per l’autismo. Lavori come: la realizzazione di 5 stanze per due posti l’una e in grado di garantire la permanenza nel centro di almeno 10 persone, nuova cucina, sala polivalente, stanza attrezzata per le attività degli ospiti, ambulatori e magazzino. Nel centro, una volta terminati gli interventi, potranno trovare spazio anche ulteriori 20 utenti che potranno utilizzare i servizi del centro diurno. Fiore all’occhiello anche la dotazione di un’impiantistica elettronica e informatica, in grado di garantire la presenza di macchinari di ultima generazione e utili alla cura degli ospiti. «Siamo impegnati a fare in modo che tutto proceda nel senso giusto», aggiunge il sindaco Antonio De Crescentiis, «qualche giorno fa abbiamo avuto una riunione operativa con l’assessore Silvio Paolucci e il dirigente dell’Asl, Giancarlo Silveri, dove si è messo in evidenza il buon andamento delle attività lavorative per la riconversione, ma continuiamo a monitorare». La struttura di Pratola, rimasta ferma e abbandonata da anni comincia ora ad avere un nuovo aspetto. Inoltre, una volta terminata, potrebbe dare lavoro ad almeno 10 persone tra medici, fisioterapisti e personale specializzato.
Federico Cifani
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