Centro rifiuti, ecco il progetto che sta dividendo Tornimparte

24 Marzo 2022

Petizione avviata dai contestatori. Il consigliere Di Benedetto: piano approvato al chiuso di una stanza Sabato un’assemblea pubblica. Il sindaco Fiori: spiegheremo i dettagli accettando critiche e suggerimenti

TORNIMPARTE. La località si chiama Madonna della Strada. È nel comune di Tornimparte ma a due passi c’è il confine con il comune di Scoppito. Lungo un viottolo asfaltato e dove sono in corso lavori per una fognatura c’è un’area di poco più di 2.000 metri quadrati. Una vecchia recinzione la delimita. Si vede che è incolta da anni, ma la natura continua il suo corso e alberelli cresciuti spontaneamente la punteggiano qua e là. Da qualche settimana su questo spicchio di territorio si è sollevata una polemica che di giorno in giorno sta assumendo toni sempre più aspri. Sui social rimbalza di tutto. C’è chi cerca di essere ragionevole e chi invece non usa mezze misure. Nel mirino sono finiti il sindaco di Tornimparte, Giammario Fiori, e la sua giunta che un mesetto fa hanno approvato due delibere: una prevede la realizzazione di un centro per la raccolta degli ingombranti e un’altra un impianto di compostaggio, che è una sorta di container per trasformare il rifiuto umido in fertilizzante. I primi siluri a Fiori sono partiti dalla minoranza consiliare e dall’Aduc, l’Amministrazione che si occupa dei beni di uso civico. Domenica scorsa si è svolta un’assemblea popolare che ha visto una nutrita partecipazione di residenti. È stato dato il via a una petizione per bloccare quella che viene ritenuta una “discarica mascherata”.
Sabato prossimo, nel pomeriggio, ci sarà una nuova assemblea, convocata dal primo cittadino, che, è facile prevedere, sarà infuocata. Il sindaco Fiori non prende certo sottogamba le contestazioni. È pronto al confronto e soprattutto a spiegare i progetti nel dettaglio. All’assemblea è prevista la partecipazione di un dirigente del Cogesa, la società che «eroga servizi di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani, gestisce impianti di gestione di rifiuti solidi urbani ai fini del recupero e dello smaltimento; recupera dai rifiuti urbani carta, vetro, plastica, alluminio, legno da avviare all’industria e compost per l’agricoltura» come si legge sul suo sito internet. La società, che ha sede a Sulmona, si occupa dei rifiuti di 65 comuni, fra cui Tornimparte.
I progetti di fattibilità sono stati messi a punto dal Cogesa nell’ottica di migliorare il servizio e ridurre, in prospettiva, la tassa sui rifiuti. La zona per realizzare il centro di raccolta e quello di compostaggio è stata scelta – dicono il sindaco Fiori e l’ex sindaco oggi consigliere comunale Giacomo Carnicelli – all’interno dell’area artigianale nata nel 2004 ma da allora mai utilizzata. Entrambi i progetti, se vedranno la luce, saranno finanziati con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Sabato prossimo» afferma il primo cittadino «spiegheremo nel miglior modo possibile quello che vogliamo fare e ascolteremo attentamente critiche e suggerimenti. Andiamo con uno spirito di ascolto e collaborazione, senza pregiudizi. Non intendiamo fare nulla contro la volontà dei cittadini, chiediamo solo che ci venga data la possibilità di esporre i progetti. Poi tutti insieme decideremo».
Il consigliere comunale di opposizione Gianfranco Di Benedetto intanto ribadisce: «Nell’assemblea cittadina di domenica scorsa abbiamo provveduto a raccogliere le firme per una petizione popolare contro il centro di raccolta e di compostaggio e per un’eventuale costituzione di un Comitato. Il tutto in attesa di ascoltare le comunicazioni dell’amministrazione comunale nell’incontro di sabato prossimo. Chiaramente la posizione dei cittadini è nettamente contraria al di là della bontà del progetto e questo per la mancanza di chiarezza e trasparenza sin qui dimostrata dalla maggioranza. L’approvazione dei progetti è avvenuta nel chiuso di una stanza, da parte della giunta, e ne erano all'oscuro persino altri esponenti di maggioranza, come confermato da un loro consigliere domenica scorsa. Solo ora si sono ricordati che forse era opportuno coinvolgere la cittadinanza, la minoranza e i Comuni circostanti».
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