Centro salute mentale, altri no alla chiusura
SULMONA. Non si placano le polemiche in città sulla sospensione delle attività nel Centro di salute mentale e in quello diurno psichiatrico, disposta da un’ordinanza del sindaco in seguito alle...
SULMONA. Non si placano le polemiche in città sulla sospensione delle attività nel Centro di salute mentale e in quello diurno psichiatrico, disposta da un’ordinanza del sindaco in seguito alle prescrizioni imposte dai Nas.
«Con detti pareri, venivano impartite prescrizioni da adempiere nel tempo di 60 giorni e veniva inoltre affermato che le carenze riscontrate non pregiudicano l’esercizio delle attività», scrive il direttore del dipartimento Prevenzione dell’Asl Domenico Pompei. «Questo Dipartimento ha effettuato un sopralluogo teso ad assumere le determinazioni di competenza in riferimento a quanto riportato nel verbale, nonché finalizzato a esprimere il parere richiesto dal Comune. Il 2 novembre il parere è stato reso noto e dal Dipartimento venivano impartite prescrizioni da adempiere nel tempo di 60 giorni senza pregiudicare le attività».
Per questo il manager Asl Rinaldo Tordera ha presentato ricorso contro il provvedimento di sospensione firmato dal sindaco Annamaria Casini. Nel frattempo, il servizio è stato trasferito in due ambulatori all’ospedale. Sedi non ritenute idonee per i pazienti. E mentre il sindaco ribadisce l’interesse pubblico alla base del provvedimento, i vertici regionali di Cittadinanzattiva fanno notare come «alla luce dei fatti, si potrebbe valutare l’opportunità di una revoca per garantire la continuità del servizio». Dal canto loro, i familiari dei 1.200 pazienti dei due centri diurni chiedono soluzioni immediate e urgenti, «nel rispetto di pazienti che soffrono di patologie molto delicate, che impongono anche continuità e serenità nella somministrazione delle terapie». Cosa impossibile con cambi continui di sede, calcolando che i malati venivano già da un trasloco. (f.p.)
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