Centro salute mentale Protestano i familiari per la chiusura estiva

12 Luglio 2014

Sono 1.200 i pazienti del Csm, l’associazione Percorsi denuncia le carenze della struttura e gli orari ridotti

SULMONA. La chiusura anticipata estiva del Csm (Centro di salute mentale) e la mancanza di una sede idonea anche dopo il sopralluogo dei Nas scatena la reazione dei familiari dei 1.200 pazienti in cura nella struttura di viale Mazzini.

Dante Del Giovane, responsabile di Percorsi, l’associazione regionale familiari per la tutela della salute mentale, ha scritto una lettera aperta per denunciare le carenze. L’ex Cim, in genere aperto fino alle 18.30, ha chiuso per il mese di giugno alle 16.30 e per luglio e agosto alle 14, a causa delle solite carenze di organico.

«Si ordina la chiusura di oltre tre ore giornaliere di tutto il Csm a tempo indeterminato, mentre la legge prevede una apertura di 12 ore al giorno per 6 giorni la settimana», scrive Del Giovane, «a marzo c’è stata l’ispezione dei Nas al Csm e al Cd (Centro diurno), che indicava nella chiusura della struttura la soluzione perché evidentemente e palesemente inidonea. I responsabile della Asl che sono preposti al controllo degli accreditamenti delle strutture sanitarie pubbliche e private erano sicuramente molto impegnati o distratti se non sono intervenuti negli anni precedenti. In più, dopo mesi dall’intervento dei Nas, il direttore generale produce un bando di gara per reperire immobili che possano ospitare tutti i servizi extra ospedalieri dell’area di Sulmona; nell’elenco dei servizi manca il Centro diurno, dimenticanza o altro? Non si poteva e doveva intervenire prima? Quando si prevede la realizzazione delle sedi? Nel frattempo si usufruisce di strutture inidonee?».

Domande che l’associazione pone da anni alle istituzioni e che restano puntualmente inascoltate. A marzo, dopo il blitz dei Nas, Del Giovane aveva incontrato il sindaco Peppino Ranalli per trovare una soluzione percorribile nell’immediato. La concessione al Comune della caserma Battisti potrebbe rappresentare un'opportunità concreta. «Chiamiamo tutti i familiari e tutti i cittadini ad essere attenti e vigili affinché i servizi della sanità in generale e della Salute mentale nello specifico, non ci vengano sottratti», continua Del Giovane, «e a pretendere che i dirigenti Asl rispettino la legge, effettuino un riequilibrio dei servizi su tutta la provincia rispettando i diritti di tutti, ripartiscano le risorse equamente, tenendo conto del numero di abitanti e della estensione del territorio». Sono tre i medici e gli assistenti sociali, che insieme a 4 psicologi si occupano di 1. 200 pazienti, 400 sulmonesi e 800 del circondario.

Federica Pantano

©RIPRODUZIONE RISERVATA