Centro stampa Sole 24 Ore Rischiano 70 lavoratori

23 Febbraio 2020

Si temono tagli e trasferimenti nelle sedi di Roma e Milano, sindacati in allarme Il sindaco Nazzarro: «Sito da tutelare, disponibili a trovare una soluzione» 

CARSOLI. Tornano a soffiare venti di crisi sullo stabilimento del Sole 24 ore di Carsoli e cresce la preoccupazione tra i circa 70 dipendenti. Nell’azienda della Piana del Cavaliere si trovano gli uffici amministrativi e il centro stampa e distribuzione del quotidiano di Confindustria.
Da tempo si paventano tagli nel gruppo, che ha diverse sedi in tutta Italia, a causa di difficoltà nel mercato dell’editoria. Negli ultimi tempi la situazione non è migliorata e i lavoratori di Carsoli iniziano a preoccuparsi ulteriormente. Il mancato accordo che doveva essere siglato già da mesi ha lasciato in balia degli eventi. La situazione prospettata dalla proprietà ai sindacati è quella di una possibile chiusura del sito e di un trasferimento dei lavoratori tra Milano e Roma. Per ridurre i costi, infatti, la società sarebbe pronta a esternalizzare il servizio della stampa. Resterebbero fino a fine 2020 nella struttura della Piana del Cavaliere gli addetti al reparto amministrativo, mentre coi pre pensionamenti, a breve, otto lavoratori potranno lasciare il sito. «Non conosciamo nel dettaglio i termini della situazione che si è venuta a creare», ha affermato il sindaco di Carsoli, Velia Nazzarro, «è chiaro che come amministrazione ci metteremo subito a disposizione dell’azienda e dei lavoratori per poter contribuire a risolvere la vicenda e soprattutto per riuscire a trovare una mediazione tra le parti al fine di tutelare i lavoratori».
Intanto domani, a partire dalle 21, si terrà un’assemblea sindacale di grafici e poligrafici nello stabilimento.
Nell’autunno 2018, il Sole 24 Ore aveva annunciato l’avvio di una procedura di licenziamento per 103 dipendenti del gruppo. Annuncio che aveva creato forti fibrillazioni a Carsoli. Il provvedimento era stato reso noto attraverso un comunicato che il Sole 24 Ore aveva girato a tutti i dipendenti, indirizzandolo a sindacati e Rsu di grafici e poligrafici del gruppo. Era prevista una procedura di licenziamento di 103 unità sulle 545 complessive. I dipendenti erano in solidarietà da sei anni e anche questo provvedimento, a detta della proprietà, era legato alla grave crisi che ha investito l’editoria. Ma per i rappresentanti sindacali i nodi andavano ricercati anche nella malagestione scoperchiata negli ultimi anni dalla Guardia di finanza.
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