Centro storico, altro immobile residenziale

L’AQUILA. Il Comune approva nuovi cambi di destinazione d’uso di immobili, e non si placano le polemiche. Il capogruppo di Italia Viva Paolo Romano critica l’amministrazione di centrodestra «che...
L’AQUILA. Il Comune approva nuovi cambi di destinazione d’uso di immobili, e non si placano le polemiche. Il capogruppo di Italia Viva Paolo Romano critica l’amministrazione di centrodestra «che vuole rendere residenziali, con cambio di destinazione d’uso, circa 1.200 mq ora direzionali (in aggiunta ai circa 1700 mq residenziali già presenti) di un immobile in corso Federico II, in pieno centro storico. Tutto questo in una città che conta un numero nettamente maggiore di abitazioni di nuovo agibili rispetto al numero degli occupanti».
«La proprietà dell’immobile in questione fa capo a una società immobiliare», prosegue Romano, «che già nel 2015 si era rivolta al capo dello Stato, vedendo respinte le istanze, perché la precedente giunta di centrosinistra aveva prodotto un diniego al cambio di destinazione d’uso richiesto. Inoltre, credo che il Comune dell’Aquila abbia ancora aperto un contenzioso con la società sull’immobile del cinema Massimo che la stessa avrebbe voluto acquisire a patrimonio: la Corte di Cassazione dovrà decidere dopo due gradi di giudizio che hanno dato già torto alla società immobiliare».
Secondo Romano, «è chiaro che quello che Biondi vuole che il Consiglio approvi, assumendosene la responsabilità morale, sarebbe un pericoloso precedente così come è chiaro che le politiche per il futuro di questa città, in mano al centrodestra, brancolano nel buio. Aumentare il numero degli immobili a uso abitativo drogherà ancora di più il mercato che ha già sul capo la spada di Damocle delle cosiddette abitazioni equivalenti senza ancora una strategia organica per la loro immissione. A questo scenario va comunque aggiunto un focus sul centro storico dove vigono l’assoluta mancanza di servizi a supporto della vivibilità (come parcheggi, scuole, edicole e farmacie), la presenza di grosse porzioni di tessuto abitativo ancora preda del degrado delle macerie, la mancanza di illuminazione pubblica e sicurezza anche laddove si trovano edifici recuperati e i lavori lenti dei sottoservizi: uno scenario che non aiuta di certo l’appetibilità del riabitare L’Aquila, dunque la ripresa socio-economica della città», afferma in conclusione il capogruppo comunale di Italia Viva.
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