Centro storico, ecco il progetto Auser per farlo rivivere

23 Settembre 2016

L’associazione legata alla Cgil propone un intervento sugli edifici pubblici in gran parte proprietà della Provincia

L’AQUILA. Che la ricostruzione pubblica nel centro storico della città sia in forte ritardo è un dato acquisito. Ma la questione non è solo relativa alla ricostruzione materiale. Si parla poco ad esempio di come gli edifici pubblici, una volta riportati «all’antico splendore» verranno riutilizzati. I rumors per esempio dicono di un forte interesse dell’università per il Convitto che potrebbe diventare la sede istituzionale dell’Ateneo. Palazzo Carli potrebbe essere utilizzato per uffici comunali o magari per un bell’albergo a 5 stelle. Tutte ipotesi che vengono discusse sottotraccia ma delle quali la maggioranza dei cittadini sa molto poco.

Una proposta alla luce del sole che riguarda una bella fetta del centro storico però c’è. L’ha lanciata l’Auser, un’associazione di volontariato sociale e culturale promossa dalla Cgil oltre 25 anni fa e che all’Aquila ha una presenza importante. In due parole l’idea dell’Auser è questa: l’istituzione ai Quattro Cantoni, di una grande Biblioteca pubblica e di spazi di aggregazione culturale e sociale in grado di rivitalizzare la comunità aquilana e di aprirla al mondo. Questo è l’obiettivo. Ma andiamo un po’ di più nel dettaglio. La zona interessata è quella di quasi esclusiva proprietà della Provincia che più o meno va dallo storico bar Eden, passa per il Convitto e arriva dove c’erano il liceo Classico e la biblioteca Tommasi. In quel blocco di edifici si trovavano anche gli uffici della Camera di Commercio e una serie di attività commerciali (che pagavano l’affitto alla Provincia). «L’idea di una urgente riallocazione nel centro cittadino della Biblioteca provinciale “Tommasi” (che oggi è a Bazzano ndr) dice l’Auser «è stata lanciata dal sindaco in alcuni incontri pubblici. Noi abbiamo inteso svilupparla. In concreto si prevede il coinvolgimento di tre amministrazioni pubbliche: il Comune dell’Aquila, che deve indicare l’uso dell’immobile come da Prg; la Provincia, proprietaria della maggior parte dell’immobile; la Regione che, con la riforma delle Province, ha assunto la gestione delle biblioteche provinciali. Per procedere si potrebbe costituire una società di trasformazione urbana (Stu) per progettare e realizzare interventi attraverso un partenariato pubblico-privato. Tale società verrebbe creata su iniziativa del Comune, che potrebbe richiedere uno studio di pre-fattibilità al Provveditorato interregionale per le opere pubbliche a sostegno della delibera del consiglio comunale di costituzione della società. Il piano terra dell’immobile in questione si presenta come un naturale spazio di aggregazione intorno ai cortili del Convitto che potrebbero essere opportunamente coperti e trasformati in gallerie. In tali spazi si realizzerebbero iniziative di privati, selezionati con evidenza pubblica, quali una libreria generalista, una caffetteria, sale aperte al pubblico, luoghi di incontro per gruppi di lettura, conferenze e dibattiti, un ristorante di qualità. Con l’utilizzo dei locali del Convitto il centro storico della città ridiventerebbe il fulcro della vita sociale aquilana. Nei piani superiori di tutto l’immobile si potrebbe collocare una grande biblioteca pubblica gestita dal personale della Biblioteca provinciale “Tommasi”, con orario prolungato». Questa in sintesi la proposta Auser. Potrà piacere o no. Ma perché non provare a discuterne?

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