Centro storico, lavori al palo

Barattelli (Ance): «Gravi ritardi nella ricostruzione pubblica. Bene i lavori privati»
L’AQUILA. «Il centro storico è bloccato a causa dei ritardi nella ricostruzione pubblica». Troppi cantieri fermi, dice l’Ance. E se il grido d’allarme viene dall’Associazione costruttori edili, c’è da crederci. Mentre la ricostruzione privata sta viaggiando a ritmi serrati, interi aggregati di proprietà degli enti pubblici sono al palo. Alcuni, addirittura, in attesa di progettazione. I dati dell’Usra, da cui vanno scorporati tutti gli interventi di messa in sicurezza degli edifici, tracciano un quadro ben delineato della situazione. Sede del Comune, del palazzo del governo, della Provincia, del consiglio e della giunta regionale, della Camera di commercio e della biblioteca provinciale. Tutto fermo, come otto anni fa.
I DUE VOLTI. Quasi un paradosso quello che si presenta in centro, all’Aquila, con l’asse principale che sta gradualmente rinascendo, palazzi imbiancati di fresco, edifici storici che tornano alla vita. Gru e operai ovunque. È il fermento della ricostruzione privata. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dai grandi “buchi” di interi aggregati ancora puntellati. Come nel 2009. Due su tutti: l’edificio che fa angolo ai Quattro Cantoni. Uno dei pezzi storici della città, che ingloba l’ex Liceo Classico, il Convitto nazionale, la biblioteca provinciale e l’ex sede della Camera di commercio dell’Aquila. Tra i puntellamenti è nato un albero rigoglioso, segno del tempo che passa inesorabilmente.
ALLARME ANCE. «Quella della ricostruzione è una macchina a due velocità», afferma Ettore Barattelli, presidente Ance della provincia dell’Aquila, «da un lato i cantieri privati, che procedono speditamente; dall’altro gli edifici pubblici, completamente fermi. Per far partire i lavori di palazzo Margherita, simbolo della municipalità, ci sono voluti ben otto anni. Quanto ancora dovranno aspettare gli aquilani per veder rinascere gli edifici pubblici più rappresentantivi?».
GIRO D’AFFARI. Più di 40 milioni di euro il valore dell’appalto per il mega aggregato del Convitto, che parte da piazza Palazzo e arriva fino alla Camera di commercio, su corso Vittorio Emanuele. Altri 20 milioni di euro il complesso che ingloba la Provincia e il palazzo della Prefettura. «Nel primo caso», evidenzia Barattelli, «è stata espletata solo la gara per la progettazione.
Nel secondo si è arrivati all’affidamento dell’appalto, ma il cantiere è bloccato per intoppi burocratici. Opere pubbliche finanziate da tempo che potrebbero avere una ricaduta economica e occupazionale enorme sul territorio», spiega il presidente dell’Ance, «40 milioni di euro superano di gran lunga la spesa media annua di un qualsiasi comune italiano per le opere pubbliche».
I DATI. Su un totale di 579 interventi pubblici, 89 risultano in fase di progettazione, 11 di programmazione e 94 di attuazione. 114 quelli in fase di collaudo e 271 i cantieri conclusi. Ma attenzione, di questi, ben 108 fanno riferimento alla messa in sicurezza, ovvero ai puntellamenti degli edifici subito dopo il sisma del 2009. Tra gli enti appaltanti di maggior peso, la Gran Sasso Acqua, con oltre 80 milioni di euro di interventi già finanziati, il Comune che ha 105 cantieri in portafoglio per un totale di 427.512 milioni di euro di lavori. È di 268milioni 643mila euro il finanziamento erogato finora. Anche il Mibac detiene una fetta sostanziosa della ricostruzione pubblica con 111 interventi per un costo totale di 123 milioni 898mila euro, di cui erogati appena 56milioni e 671mila euro, puntellamenti compresi.
Altra colonna portante della ricostruzione pubblica è il Provveditorato alle opere pubbliche che annovera 158 interventi in programma, per oltre 553milioni 234mila euro di finanziamenti. Ne sono stati erogati la metà: 225milioni 543mila 240 euro.
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