Centro storico, si teme lo spopolamento

Uno studio del Comune: «Nei prossimi 5 anni la popolazione residente diminuirà al ritmo di 100 unità all’anno»
L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila sta portando avanti una serie di iniziative per migliorare la vivibilità del cento storico, a cominciare dal piano provvisorio dei parcheggi.
L’iniziativa è lodevole, ma l’ente sa bene che la rinascita del centro non sarà facile. Nella stessa delibera in cui si dà il via libera al piano parcheggi in centro ci sono dei dati che ritengono inevitabile un graduale calo di popolazione.
I DATI. «Nei prossimi cinque anni», si legge nell’atto, «la popolazione residente del centro storico, composta attualmente per il 30 per cento di Over 65, non può che continuare a diminuire al ritmo minimo di cento unità all’anno». Nel periodo 2009-2018 in centro storico sono nate 374 persone, ma i decessi sono stati 1.322, con un saldo negativo di meno 948 unità. Per quanto riguarda, inoltre, le classi di età delle persone ufficialmente residenti, nel mese di marzo di quest’anno, in 324 hanno da zero a dieci anni; 373 hanno da 11 a 20 anni; le persone tra i 21 e i 40 anni sono 1.156, quelle tra 41 e 65 sono 2.085, inoltre i soggetti tra i 66 e gli 85 anni sono 1.541 mentre gli Over 85 sono 365.
SPOPOLAMENTO. Esiste, inoltre, un saldo migratorio dal 2009 al 2018 di cui occorre tener conto secondo le valutazioni del Comune. Ci sono state migrazioni esterne verso il Comune dell’Aquila con un saldo negativo tra ingressi e uscite: 1.248, a fronte di 339 ingressi e 1.587 uscite. Quanto alle migrazioni interne al Comune (da o verso il centro storico) il saldo è negativo con 1.070 persone in meno. Le presenze in centro storico varieranno anche sulla base di altri fattori: famiglie presenti al Progetto Case e residenti in centro che, probabilmente, torneranno nelle loro case una volta agibili. Ma anche famiglie che hanno optato per un’abitazione equivalente (quasi certamente non in centro storico) e che non hanno ancora variato la residenza anagrafica: le famiglie alloggiate nel Progetto Case hanno in media due componenti, mentre quelle che andranno via dal centro storico ne hanno tre. Questa, dunque, è la situazione oggettiva, ma sulla quale possono influire una serie di variabili imponderabili che potrebbero influire su questa tendenza: una potrebbe essere un ipotetico aumento di iscrizioni universitarie. Certo è che ci vorranno anni e molto lavoro per tornare ai dati del pre-terremoto, con 4.711 famiglie residenti. Erano ancora di più nel 1981, quando i residenti erano 15mila, ma poi iniziò una parziale perdita di residenti dovuta, secondo il Comune, alla congestione del traffico, ma fu in buona parte compensata dagli universitari fuorisede.
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