Centro trasfusionale prelievi in un container

La vecchia sede è ancora inagibile e in ospedale non ci sono altri spazi I donatori di sangue chiedono i locali della struttura Asl di via Montevelino
AVEZZANO. Lunghe file al freddo e attese di ore per donare sangue. Con l’arrivo dell’inverno peggiora la già critica condizione del centro trasfusionale dell’ospedale di Avezzano. «Gli operatori sono costretti a lavorare in condizioni proibitive», racconta un donatore di sangue, l’avvocato Alessandro Giffi, «con il pericolo di danno per la salute degli utenti».
Dal primo di luglio il centro è stato provvisoriamente spostato nell’area antistante il pronto soccorso. C’è un container, che funge da sala d’attesa, prelievo per emocromo e ufficio e un tir emoteca, arrivato dalla regione Campania, in cui vengono eseguiti i prelievi. I locali al piano terra dell’ospedale, che fino allo scorso luglio hanno ospitato il centro, non sono a norma di legge e quindi vanno ristrutturati e adeguati. «Gli operatori si muovono in spazi angusti», va avanti l’avvocato Giffi, «facendo slalom tra le attrezzature, con continui black out dell’energia elettrica, porte che si aprono direttamente all’esterno, correnti di aria gelida e pioggia, scale in ferro pericolose quando le condizioni meteo sono avverse e utenti, donatori e non, costretti a file interminabili. Non è possibile che in ospedale non vi sia uno spazio da riservare al centro trasfusionale», incalza, «si potrebbe utilizzare la cappella almeno fino a quando la ristrutturazione del reparto non sarà ultimata». Sulla preoccupante situazione interviene anche Edmondo Basile, presidente dell’Avis di Avezzano. «Abbiamo la fortuna di avere il numero dei donatori che cresce di giorno in giorno», dice Basile, «insieme alle altre associazioni facciamo campagne di sensibilizzazione alla donazione e i cittadini rispondono positivamente. Il paradosso è che ogni nostro sforzo venga così vanificato. È molto freddo, i donatori devono spostarsi da un container all’altro e aspettano anche ore». Il centro trasfusionale di Avezzano, in quanto a numeri, è il secondo in Abruzzo. Con lo spostamento nei container il numero delle postazioni (6-7 attive quotidianamente) è stato dimezzato. Da circa 40 donazioni al giorno si è arrivati a una ventina. Oltre ai soci di Avis, Fidas-Vas, Frates, Croce Rossa e liberi donatori, ci sono ogni giorno nuovi volontari, tra loro anche molti migranti. I nuovi devono sottoporsi prima a un test che consiste in un prelievo che ne accerti l’idoneità. «Chiediamo», va avanti il presidente dell’Avis, «che ci vengano messi a disposizione dei locali nella struttura della Asl di via Monte Velino, almeno per il prelievo del primo test, così da ridurre i tempi di attesa. Chi dona sangue», conclude, «dedica tempo al prossimo. Va incoraggiato e non il contrario. È per questo che chiediamo a tutti la pazienza di resistere a tale situazione che speriamo si risolva in tempi brevi». Anche il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, sollecita un intervento. «Non si può più aspettare», afferma. «Silveri mi ha assicurato che entro aprile sarà fruibile sia la parte dedicata al prelievo che quella destinata alla lavorazione del sangue». Con l’arrivo delle vacanze del periodo natalizio e di condizioni meteorologiche avverse è difficile credere che i tempi possano essere rispettati. Al momento nulla di certo si sa sull’affidamento della gara (che secondo il sindaco sarebbe avvenuto una decina di giorni fa) e sull’inizio dei lavori. Ad oggi non si vedono operai al lavoro. «Cercheremo per questi mesi di intervenire con opere di adeguamento», commenta il manager della Asl Giancarlo Silveri, «pensiamo a una tettoia e al potenziamento del riscaldamento. Ci stiamo lavorando».
Magda Tirabassi
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