Centrodestra, l’Udc propone le primarie

21 Gennaio 2020

Per Giolitto è l’unica strada per definire il candidato sindaco a causa delle divergenze nella coalizione. D’accordo Forza Italia

AVEZZANO. Cresce la spinta verso le primarie nel centrodestra: l’idea di una pre-chiamata al voto degli elettori che rimbalza sull’asse Avezzano-Chieti, i Comuni più grandi al rinnovo delle amministrazioni, conquista nuovi sostenitori.
Carlo Giolitto, commissario provinciale Udc, apre alle primarie, caldeggiate nella Marsica dagli esponenti di Fratelli d’Italia, mentre sul versante adriatico dal forzista Mauro Febbo.
«Viste le numerose rivendicazioni», afferma Giolitto, che nell’ultimo vertice insieme ai referenti locali di FdI, FI e Cambiamo – disertato dalla Lega – ha rivendicato libertà d’azione, «se non si arriva a una sintesi condivisa, la strada migliore per designare il candidato sindaco del centrodestra, non può che passare attraverso le primarie di coalizione».
L’idea delle primarie lanciata in primis da Massimo Verrecchia,capo della segreteria del presidente della Regione Marco Marsilio, e rilanciata dal coordinatore cittadino di FdI, Roberto Alfatti Appetiti, per stoppare le «pretese egemoniche dei leghisti», quindi, raccoglie pure il plauso centrista. Nulla di fatto, invece, nel vertice su scala regionale, dove la partita tra la Lega, capitanata dal coordinatore Luigi D’Eramo, FdI, rappresentata dal coordinatore Etel Sigismondi, affiancato da Antonio Tavani (Chieti) e l’assessore aquilano Guido Liris (nessun avezzanese: fatto che ha generato molti mal di pancia), FI con Nazario Pagano e Mauro Febbo, l’Udc con l’unico marsicano, Carlo Giolitto, si è arenata alla prime battute.
Il tavolo è stato aggiornato a lunedì ma le distanze tra Lega, Fratelli d’Italia e gli altri partiti della coalizione di centrodestra, anche in sede locale, appaiono nette.
Al Carroccio, che per bocca del segretario cittadino, Roberto Laurenzi, ha rivendicato il diritto di scelta del leader, «un volto nuovo per guidare la città con rinnovate prospettive», il collega meloniano Alfatti Appetiti, ha obiettato che «per svolgere un incarico così delicato occorrono esperienza di vita e professionale, cultura politica e conoscenza della macchina amministrativa, altrimenti si rischia di perdere troppo tempo nell'apprendistato».
La Lega e il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, che nella partita elettorale di primavera misureranno il proprio peso politico in città, quindi, delineano visioni diverse per il futuro: il Carroccio punta a schiacciare gli alleati sotto il peso dei sondaggi nazionali, i meloniani, a giocare la partita in campo aperto, dove possono contare sul feeling con gli alleati centristi.
Il rischio, quindi, è che possano volare gli stracci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA